Meeting Nazionale Alboscuole 2010

23/11/2009 - 22.22

PIU' GRECO UN TEMPIO SICILIANO CHE UNO GRECO!

Ancora una volta la Sicilia conquista la prima pagina di un giornale! Questa volta non per la sua spina nel fianco alias la Mafia, ma per meriti artistici. Nella terra di Sciascia e Camilleri, infatti, secondo quanto notato dal docente universitario della facoltà di Archeologia di Leicester in Gran Bretagna, Alun Salt, non tutti i templi greci sono costruiti in asse con il sorgere del Sole. L’incredibile incongruenza tra i templi ellenici e quelli di casa nostra è facilmente notabile. Infatti, basterebbe, secondo Salt, osservarli un po’ più attentamente e mettersi di fronte loro per accorgersi che i templi di Agrigento sono perfettamente orientati a Est, come dovrebbero essere in realtà tutti i templi greci a ,differenza poi di quello che è effettivamente. I risultati di queste sensazionali osservazioni, seguite da studi molto approfonditi da parte della sua equipe, sono raccolti in un dossier chiamato “The astronomical orientation of ancient greek temples”,i n seguito pubblicato all’interno della prestigiosa rivista Plos one . Oltre che dalle osservazioni, la scoperta di Salt è supportata soprattutto da numeri; infatti, sui 41 templi greci situati in Sicilia ben 40 sono orientati ad Est. Lo stesso, invece, non si può dire per quelli della terra di Esiodo ed Omero. Infatti, su 84 templi analizzati, solo 42 affacciano dove sorge il sole. Ma per quale motivo vi è questa notevole differenza di numeri tra i templi greci e quelli siciliani? Come mai si costruivano meglio qui da noi i templi e non lì in Grecia, dove nacquero? A queste domande risponde lo stesso Alun Salt, che fa notare che in Grecia i templi originali, cioè quelli dell’età classica, venivano eretti generalmente sui resti degli edifici micenei per cercare di abbattere gli ingenti costi dei materiali. Invece, qui da noi, i templi dovevano essere costruiti ex novo ed il rispetto così rigido dei canoni dei templi greci era dovuto alla ricerca di identificazione da parte dei coloni con la madrepatria. Chissà ora cosa a penseranno al riguardo i grecisti e, soprattutto, le docenti di arte, amanti delle produzioni classiche?

MEETING 2010

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Giuseppe Schettino
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