08/02/2010 - 22.08
Fanno discutere le dichiarazioni di Ciancimino jr

Non si placa la querelle in corso tra Governo e maggioranza da una parte e pentiti di mafia all’altra.
Questa volta a far discutere sono le dichiarazioni del figlio dell’ex sindaco di Palermo Ciancimino, Massimo, secondo il quale la nascita di Forza Italia rientrerebbe nel quadro di vari eventi legati alla presunta trattativa tra Stato e mafia.
In poche parole, la costituzione del partito che nel ’94 portò per la prima volta Berlusconi al Governo, una certa immunità garantita a Bernardo Provenzano e la mancata perquisizione al covo di Totò Riina (omissione, questa, per la quale si sta svolgendo un processo analogo si carabinieri responsabili) sarebbero tutti passi legati al rapporto che avrebbero avuto, nei primi anni ’90, Berlusconi, Dell’Utri e Provenzano.
Ancora, secondo Ciancimino i rapporti tra il premier e i vertici mafiosi di allora sarebbero entrati in una frase critica quando il boss (arrestato nel 2006) avrebbe minacciato di uccidere il figlio di Berlusconi qualora Mediaset non avesse messo a disposizioni le sue reti per un non meglio specificato “contributo” di Provenzano.
Il dibattito politico non ha tardato ad accendersi: il primo a parlare è stato proprio il senatore Dell’Utri, che al Tg5 ha parlato di “cosa di un folle totale, oppure di un disegno, diciamo, criminoso volto a ordire cose allucinanti come questa”. Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha definito la cosa “un tentativo di delegittimazione dell'azione del governo Berlusconi sempre in prima linea nella lotta a Cosa Nostra”. Critiche anche da Niccolò Ghedini, deputato del PdL e avvocato del premier, mentre dalle opposizioni Pierferdinando Casini accusa Ciancimino di “offendere milioni di elettori” e di “falsificare profondamente la realtà”. Unica voce fuori dal coro Antonio Di Pietro, che afferma: “Vogliamo fornire un'alternativa di governo a quello piduista, fascista e, se fosse vero quello che dice Ciancimino oggi, paramafiosa del governo Berlusconi. Non è solo Ciancimino che lo dice ma sono in tanti”.