Meeting Nazionale Alboscuole 2010

09/03/2010 - 02.54

La donna:mito o oggetto?

Ormai è da secoli che la donna, qualunque sia il motivo, è oggettodi discussione e polemica. Questo è dovuto all'ampio, ma soprattutto differentepunto di vista da parte del sesso maschile verso la donna. Partendo dall'ideache il rispetto non è sottomissione, docilità o segno di debolezza, maconsiderazione e riguardo per le persone,l'essere umano per vivere avrebbebisogno di stare in una comunità, nella quale il rispetto reciproco dovrebbeassumere un valore indispensabile. Questo viene sicuramente, sia nel presenteche nel passato, recepito da un grande numero di persone. Infatti c'è chiconsidera la donna come un mito o addirittura come qualcosa di divino. Questo èfacile da recepire leggendo le opere, che ci sono state tramandate, di autori come Dante Alighieri oGuido Cavalcanti. Questo rispetto si può intravedere anche da parte di valorosi uomini che appoggiarono inumerosi movimenti femministi, organizzati da grandi donne come Rebecca West, Clara Zetkin e molte altre. Questimovimenti sorsero negli ultimi anni del 700 in Europa e ben presto si estesero ancheagli Stati Uniti. Le donne si batterono per l'estensione a tutti, senzadifferenze di sesso, per il diritto all'istruzione, il diritto, al lavoro, peril suffragio universale e per conquistare uguali diritti all'interno dellafamiglia. Molti sono stati i successi della donna.Questi miglioramenti, però,ancora oggi non sono avvenuti in molti paesi, soprattutto quelli orientali. Quile donne non conoscono alcuna libertà, i loro unici compiti quotidiani sonoquelli di soddisfare le richieste del marito. Queste donne, molto spesso esenza motivo, vengono picchiate quotidianamente dai loro familiari (marito,fratello, padre). Una realtà molto diffusa è lo stupro maritale, subito damolte donne che non possono opporre alcuna resistenza. Un gesto irrilevante didiscriminazione sessuale viene costituito dallo chador, un velo nero che lemusulmane sono costrette ad indossare in pubblico, il quale lascia scopertinella donna nient'altro che gli occhi. Questo avviene in paesi come l'ArabiaSaudita, l'Iran e molti altri. Attualmente, nella nostra società occidentalealtamente civilizzata, la donna sta riuscendo, spesso tra incombenti difficoltà,a conquistarsi sempre più nuovi traguardi. Ancora oggi, purtroppo, la donnaviene sottoposta ad un perverso processo di violenza sessuale, ossia lacostrizione mediante violenza o minaccia di compiere o subire atti sessuali. Ilnumero di donne stuprate è enorme, non esiste alcun limite di età per questevittime. In Italia solo dagli anni settanta in poi, grazie all'azione dei varimovimenti femministi, si ebbe un graduale cambiamento di mentalità rispettoallo stupro. In particolare furono due processi, di quegli anni, chesconvolsero l'opinione pubblica. Il primo riguardò la vicenda di DonatellaColasanti e Rosaria Lopez, che nel 1975 furono sequestrate e torturate duranteuna festa. Il secondo ebbe luogo nel 1978 e fu il primo processo per stupromandato in onda dalla RAI. Secondo un'indagine condotta dall'ISTAT le donne dietà media che dichiarano di aver subito una violenza tentata o consumata sonocirca 520 mila. Soltanto il 7,4% delle donne che dichiara di aver subito unaviolenza afferma di aver denunciato il fatto. Questo avviene principalmente perpaura di essere giudicate male, di non essere credute e per la scarsa fiducianelle istituzioni. La maggior parte delle violenze sessuali avviene ad opera diconoscenti. Infatti il 29,5% avviene da parte di amici, il 21,8% da parte dicolleghi o datori di lavoro, il 12,5% da parte di coniugi, mentre gli estraneiricoprono il 36,2%. In America una persona su sei è stata vittima di stupri.Quindi circa ogni due minuti, in media, una persona viene aggreditasessualmente. In Italia la violenza sessuale è punita dall'art. 609-bis delcodice penale con la reclusione dai 5 ai 10 anni, se la violenza è commessaverso i minorenni la pena arriva a sfiorare i 12 anni. Viene ritenuta violenzaindurre qualcuno a subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferioritàfisiche o psichiche di una persona. Oggi, in aiuto di queste persone,moltissimi sono i centri sorti, anche in varie città italiane, negli ultimidecenni. Uno dei primi centri per le vittime dello stupro, il Washington RapeCrisis Center, venne aperto nel 1972 per capire gli effetti dello stupro sullevittime. Oggi il compito principale di questi centri, è quello di garantireprotezione alla vittima evitando che sia oggetto di gravi traumi.

MEETING 2010

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Vincenzo Genovese
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