Meeting Nazionale Alboscuole 2010

08/02/2010 - 16.23

VINCENZO SALEMME

Dopo aver portato con successo a teatro le sue opere comiche, pluripremiato e osannato dalla critica teatrale italiana, Vincenzo Salemme si offre al cinema di sua spontanea volontà, dedicandosi con estrema passione (tipicamente napulitana) alla settima arte. Tutto si può dire di questo navigato artista fuorché che non abbia dell'ironia. Difficile non stare dietro alle sue battute e ai suoi sketch. Difficile trattenere il sorriso per le sue smorfie. Come hanno detto alcuni critici: «Si sentiva la mancanza, fra i vari idiomi, di un po' di buona napoletanità» della quale Vincenzo Salemme è ovviamente un portatore. Dopo aver terminato gli studi classici e iscrittosi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Federico II di Napoli, viene scritturato dalla Compagnia Teatrale di Tato Russo, all'interno della quale debutta come attore nella commedia "Ballata e morte di un capitano del popolo". L'anno seguente, dopo il trasferimento a Roma, entra a far parte della compagnia di Eduardo De Filippo, che allora aveva in progetto di far riprendere dalla televisione alcune delle sue commedie. Partecipa prima come comparsa, fino a risalire al ruolo di attore vero e proprio ne "Il Cilindro", dove recita con Monica Vitti, e "Il Sindaco del Rione Sanità", trasmesse dalla Rai alla fine degli anni Settanta. Con la morte di Eduardo, nel 1984, la sua collaborazione con la famiglia De Filippo è proseguita con il figlio di questi, Luca, fino al 1992. Nel 1981, debutta anche cinematograficamente diretto da Nanni Moretti ne Sogni d'oro cui seguiranno Bianca (1985) e La messa è finita (1985), mentre, nel 1986, prende parte, con la compagnia di Carlo Cecchi, alla rappresentazione de "La tempesta " di Shakespeare. Sarà con il ruolo di Sganarello nel "Don Giovanni" di Moliére, per la regia di Luca De Filippo, che nel 1988 vincerà il Premio Sciacca come miglior attore non protagonista, premio che gli offrirà la spinta necessaria per diventare anche autore teatrale. "Golpe", "Alla memoria", ma principalmente "Sogni, bisogni, incubi e risvegli", "Buonanotte" e "Il Signor Colpodigenio" sono i testi da lui scritti che porterà sulle scene nei primi anni Novanta, stimolandolo a creare una sua compagnia teatrale: l'Associazione Culturale Emporio Teatro, che si avvale della recitazione di Nando Paone, Antonella Cioli, Daniela Marazita e Gigi Savoia e che andrà incontro al grande successo di pubblico, facendo cambiare il nome della compagnia ne Compagnia Capocomicale. Mario Martone, nel 1992, lo dirige ne Morte di un matematico napoletano, mentre a teatro continua a fare il tutto esaurito ne "A chi figli, a chi figliastri" (1991), "Lo strano caso di Felice C." (1992), "La gente vuole ridere!" (1993, con la partecipazione di Stefano Sarcinelli e Francesco Paolantoni), "Passerotti o Pipistrelli?" (1993), "Fatti unici per atti comici" (1994), "…E fuori nevica!" (1995), "Io & Lui" (1996, con Giobbe Covatta) e "Fiori di ictus" (1996, diretto dall'attore e amico Maurizio Casagrande), tutti spettacoli che replicherà, oltre che nei teatri napoletani, in quelli di tutta Italia, contribuendo a rendere grande il suo nome. Ma solo nel 1998, la produttrice Rita Rusich, gli darà l'occasione di girare il suo primo film, tratto da una sua omonima commedia: L'amico del cuore, nel cui cast, oltre ai suoi abituali compagni di teatro (Carlo Buccirosso, Nando Paone e Maurizio Casagrande) spicca la top model Eva Herzigova. La pellicola, denotata un allegro umorismo, ottiene un ottimo successo di botteghino. Battendo il ferro finché è caldo sarà regista di Amore a prima vista (1999), A ruota libera (2000), Volesse il cielo! (2002), Ho visto le stelle! (2003), Cose da Pazzi (2005), senza dimenticare le sue partecipazioni a Faccia di Picasso, Baciami Piccina e Olé.

MEETING 2010

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GILDA FASANELLA
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