Meeting Nazionale Alboscuole 2010   on-line il programma

23/11/2009 - 23.44

“Studere, studere in vita quid valere!”.Quando Bankitalia scopre che l’investimento in capitale umano garantirebbe il miglior ritorno...... e scopre l'"acqua calda"!

Macché Bot o azioni! Per avere un buon ritorno nell'investimento è meglio puntare sull'istruzione: il rendimento si attesterà appena sotto la soglia del 9% mentre per azioni e titoli obbligazionari il ritorno è ora bassissimo. A spiegarlo, conti e tabelle alla mano, è uno studio della Banca d'Italia: "l'istruzione - si legge nella ricerca - è un investimento molto redditizio dal punto di vista individuale". Il rendimento medio privato di un anno di istruzione è infatti dell'8,9%, e varia tra le diverse macro-regioni: studiare rende di più, in termini di ritorno economico, al Sud (9%) e per le donne (9,4%). Un rendimento stellare se paragonato ad altre forme di investimento. Nel periodo 1950-2000, ricorda lo studio di Bankitalia, la media annuale di un investimento azionario era del 5,2%, la media del rendimento dei titoli non azionari (es. i Bot ) dell'1,9% e quello del portafoglio di un investitore "tipo" del 3,6%.Investire risorse pubbliche in istruzione conviene anche allo Stato. Garantisce ritorni complessivi pari al 7% circa dell'investimento iniziale. Ma soprattutto, in tempi di “vacche magre” per i conti pubblici, consente di aumentare gli incassi fiscali. Il rendimento fiscale in maggiori tasse è pari al 3,9-4,8% di quanto investito. E' quanto riporta lo studio di Bankitalia sui rendimenti dell'istruzione. Secondo i calcoli di Bankitalia, il ritorno sociale degli investimenti in capitale umano può essere differente anche tra le varie zone: la media italiana del 7% sale fino all'8% del Sud: un rendimento considerato "superiore a quello derivante in infrastrutture". Mi sono imbattuto in questo articolo letto su un quotidiano gratuito e non ho potuto non soffermarmi!Sembrerebbe che dinamismo e varietà dell’economia prospettino forme di investimento fino a ieri impensabili!In primo luogo mi chiedo se i Ministri Gelmini e Tremonti abbiano letto questo rapporto ed, in secondo luogo, ma non è dai tempi degli antichi filosofi greci che l’istruzione era considerata la colonna portante dell’economia di tutti gli Stati?Il sapere, la conoscenza, a quei tempi, non erano “letti” come forma di investimento, né si parlava di “capitale umano”, ma ne erano depositari solo gli uomini più sapienti. Gli stessi che le assemblee consultavano per avere pareri incidenti sulla politica interna ed estera di questo o quel paese!E ci voleva uno studio, costosissimo anch’esso, della Banca D’Italia, per dire ciò che era stato detto già molti anni avanti Cristo fa?Ma ciò non contrasta con un altro articolo, sempre pubblicato da una testata free press, secondo cui una ricerca Censis ha rilevato che gli italiani leggono sempre meno giornali e libri? Tiziano Scarpa, Premio Strega 2009, commenta questo “sorpasso” dei social network a discapito della lettura come un fenomeno già preceduto dall’entrata, 10 anni fa, dell’uso della Rete nella vita di tutti! Egli spiega che il concorrente diretto di Facebook non è la lettura tout court, piuttosto bisognerebbe chiedersi: “cosa tutto non si fa quando si va su Facebook?”. La risposta è semplice: c’è chi telefona meno agli amici, c’è chi li vede meno, chi va meno al cinema, teatri e concerti e c’è chi lavora meno. Sempre secondo il Censis, questi ultimi sono il 21,7%! “Pane per i tuoi denti”, caro Brunetta, si rimpingua la grossa schiera di fannulloni! Altri tempi quando si portava il giornale in ufficio!!!!!E poi dicono che sono antiquato, obsoleto, giurassico, perché non voglio iscrivermi a Facebook!Cari miei sono avanti, il sorpasso lo fa chi come me non cade nella “Rete” (scusate il gioco di parole!)…..ma la usa come sto facendo in questo momento io! Adesso mangiatevi la polvere!

ASPETTANDO IL MEETING 2010

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Felice II E Rufolo
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Dirigente: Maria Carla D'Allocco
Docente: Maria Sirago

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