12/03/2010 - 22.56
Anna Politkovskaja. Il silenzio di una guerra, parole più rumorose di bombe.

“La giusta guerra”. Questo il nome di una fiction trasmessa sulla rete nazionale russa, in prima serata. Ne scrive la Politkovskaja in uno dei suoi articoli sulla guerra russo-cecena, quelli che le sono costati la vita. Della vita della giornalista, attraverso i suoi stessi articoli, ci parla Ottavia Piccolo, in un’opera teatrale di Stefano Massini, “Il sangue e la neve”. Una cruda e toccante descrizione della guerra, che fa tenere il fiato sospeso e l’attenzione rapita. Un’opera che non vuol solo ricordare il coraggio di una giornalista, ma che vuole far conoscere e insegnare.
Far conoscere le razzie, le brutalità dei soldati russi in Cecenia, far sapere che la guerra non porta nulla di buono, e che in guerra il torto è ovunque. Dalla parte dei guerriglieri ceceni, che programmano attacchi terroristici alla Russia e alla stessa Cecenia; e dalla parte dei russi, che stuprano, uccidono, rubano, torturano. Ma a farne le spese sono i civili.
E intanto la TV trasmette fiction su eroici e magnanimi soldati russi, insinuando subdolamente pensieri e opinioni che fanno comodo al governo.
Infine, quest’opera vuole insegnare. Insegnare che una donna può anche morire, ma il coraggio, la verità, le parole, quelle, non muoiono mai.
Valentina Manzo 4C