08/02/2010 - 23.42
Il senso della vita, di Francesca Epaminonda
Sono ormai secoli che l’uomo si pone le più complesse domande riguardo se stesso e la sua esistenza, domande alle quali i filosofi della Grecia hanno cercato di dare risposte esaurienti. Ma qual è in realtà il senso della vita? Perché l’uomo nasce e poi muore?
Queste domande, purtroppo, concernono il campo della trascendenza, e non quello dell’immanenza, al quale l’uomo, in quanto essere finito, è condannato. Nessuno ci saprà mai dare quelle risposte che l’uomo tanto vuole sapere per saziare la sua sete di conoscenza.
La vita dunque, può essere considerata un dono prezioso, un occasione concessa a ognuno di noi. L’importante è viverla in pieno; così come sosteneva Seneca, la vita non va mai sprecata. L’uomo ne ha una, ed è per quella che deve agire secondo morale, e cercare di trarre da essa la vera essenza.
Secoli dopo Seneca, anche Alessandro Manzoni, in una sua famosa massima dice: << La vita non è già destinata ad essere un peso per molti e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego del quale ognuno renderà conto >>. Questa massima è riportata nel capolavoro del Manzoni, il romanzo storico I Promessi Sposi , nel quale l’autore pone al centro l’umiltà di due personaggi, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, che altro non volevano se non unire le loro vite attraverso il matrimonio.
L’umiltà di questi personaggi è circondata però dalla prepotenza dei potenti, dalle minacce dei bravi, dalla complicità, dal peccato. Ed è proprio questo che vuole esprimere Manzoni con la sua massima; lui vuole dire che a tutti è data una possibilità, ma poi c’è chi agisce seguendo la strada della morale, chi invece segue quella del male, ma ognuno in base a come agisce e secondo quello che è riuscito a fare della sua vita, deve renderne conto. È qui che entra in gioco la Provvidenza divina, essenziale per il ,Manzoni perché rappresenta la realizzazione di ogni vita umana. Colui che ha agito male per il piacere di farlo, come Don Rodrigo, deve rendere conto a Dio di aver fatto della sua vita soltanto fonte di dolore per gli altri.
Non c’è peggio che una vita sprecata a fare del male, o di una vita frustata, che crede di trovare la sua realizzazione nelle illusioni, nei desideri, nelle passioni, non comprendendo invece che la felicità sta semplicemente nel desiderare ciò che si ha, e quindi la vita stessa.
Chi vive pienamente la propria vita è colui che fa il bene senza pretese, colui che da senza ricevere, colui che non si abbandona mai agli ostacoli che certe volte la vita ci pone davanti. infatti, come dice un famoso proverbio: “La vita non è tutta rose e fiori “, purtroppo tra le foglie ci sono anche le spine, dunque prove che la vita ci sfida ad affrontare.
Non tutti però, riescono a superare questi ostacoli; ci sono persone fragili che non hanno abbastanza forza per farlo. Ciò induce al suicidio, un vero e proprio rifiuto di ciò che c’è stato donato.
Ma come si arriva a questo gesto? Quale incomprensibile forza spinge l’uomo a darsi la morte?
Sembra incredibile pensare che un uomo possa desiderare l’annullamento di se stesso, che possa rifiutare la vita e dunque barattare la sua esistenza in cambio del nulla. Forse il suicidio è la paura di mettersi in gioco, perché la vita è vita e va vissuta per quanto essa possa essere difficile, invece con la morte non c’è più alcuna certezza.
Ma quanto coraggio ci vuole a fare un gesto di questo? Quanto disperata e sola deve sentirsi una persona per trovare l’unica soluzione ai suoi problemi nella morte?
Un altro gesto, forse ancora più atroce del suicidio, è l’aborto, che da l’assurdo potere a una persona di togliere la vita a un’altra, privandola di aprire gli occhi al mondo.
Ogni vita vale la pena di essere vissuta, soprattutto se è piccola e indifesa. Oggi purtroppo sono molte le donne che abortiscono, senza pensare che un figlio non è uno sbaglio da eliminare, ma è un’altra vita che sta per essere vissuta.
Ogni essere umano deve vivere al meglio la sua vita, cercando di seguire la stessa strada che hanno intrapreso coloro che con la loro vita ne hanno salvate tante altre. Una persona che è riuscita in questo intento è stata Madre Teresa di Calcutta, che è riuscita a far nascere un sorriso anche sulle labbra di bambini sfortunati che la vita ha messo a dura prova.
Madre Teresa ha scritto una bellissima poesia sulla vita, dove riporta il verso: << la vita è vita, proteggila >>, per indicare il dono prezioso che Dio ci ha fatto. È per ringraziarlo viviamo veramente ogni attimo della nostra vita come se dovesse essere l’ultimo.