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19 maggio 2017   
OMAGGIO AL MITO, STORIA SENZA TEMPO E SENZA FRONTIERE . . . . . . . . . Fondazione INDA, 53^ ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa: l’I.C. “D. Savio” di Potenza assiste e vive la grande emozione delle tragedie “Sette contro Tebe” e “Fenicie”
di Vittoria Buscicchio

“Solo la grandezza della cultura può illuminare il buio perenne cui è condannata la memoria dell’uomo. Unicamente nei classici greci e latini risiede e permane l’eternità della bellezza.”
(Roberto Vecchioni, cantautore, scrittore, poeta, insegnante)

Il senso del passato per una reale consapevolezza del presente da vivere e del futuro da costruire. Questo l’ambizioso obiettivo di “Mito…logica…mente”, Progetto d’Istituto del Comprensivo “D. Savio”, dedicato alle classi terze Secondaria, conclusosi nel periodo 15-18 maggio con un viaggio d’istruzione a Siracusa per assistere alle tragedie “Sette contro Tebe” e “Fenicie”, nel suggestivo Teatro Greco. Accompagnati dalla Dirigente Prof.ssa Diana Camardo, dai rispettivi docenti e dall’Assistente amministrativo Sig.ra Anna Favulli, gli alunni, dopo essersi approcciati, nel corso dell’anno scolastico al significato e al valore del Mito, quale mezzo di conoscenza di alti insegnamenti e principi etici, hanno vissuto la splendida esperienza di un luogo magico, elemento vivo dove la storia si fonde con l’attualità e dove il pubblico assume man mano il ruolo di giudice, coro e attore protagonista. Come ben esplicita Roberto Andò, regista di valore internazionale e direttore artistico del 53^ ciclo di tragedie, “nessuno può sfuggire al fascino del Teatro greco: qui ogni pietra racconta una storia, la nostra storia, la nostra cultura. Il tempo passa ma la vicenda umana rimane immutata. Cambia il linguaggio, lo stile. Cambiano le mode, scorre la modernità dilagante e dilaniante, ma la contrapposizione tra bene e male, le guerre eroiche, a volte stupide e inutili, nell’eternità di questo teatro trovano una dimensione più attuale che mai.” I “Sette conto Tebe” di Eschilo e le “Fenicie” di Euripide inducono gli spettatori a riflettere sul medesimo tema, sia pur da due punti di vista diversi: la guerra. E, quel che accade dopo di essa, è sempre uguale. “Quando comincia la spartizione cruenta tra i vincitori, quel che è accaduto in Libia dopo Gheddafi, quel che si verificò a Berlino il secolo scorso, accadrà a Mosul tra breve. E i superstiti si allontaneranno come profughi, immagini per noi fin troppo riconoscibili.” (M. Baliani, attore e regista).
Fil rouge, la centralità della “polis”, difesa e assediata perché troppo amata, sempre al centro di desideri opposti di ricchezza e potere, ed il nesso tra città e teatro. Naturalmente, il viaggio ha previsto escursioni ad altre località della Sicilia. Taormina, la Perla dello Jonio, ha incantato il gruppo con la magia e il fascino dei suoi monumenti, vicoli e stradine. Noto, la cui armoniosa bellezza barocca appare quasi una finzione. Tre le piazze, in ogni piazza una chiesa. La Cattedrale, risalente al 700, simbolo della Val di Noto, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. E poi Ortigia, la parte più antica di Siracusa, cuore pulsante della città. Curatissimo il percorso offerto dalle guide: il Duomo, che conserva preziose opere d’arte, la Fontana di Artemide, il Palazzo dell’Arcivescovile, la Chiesa di Santa Lucia alla Badìa, il Palazzo Beneventano-Del Bosco, il lungomare. Ultima tappa, Messina, la città del sole, e la sua rarità: il campanile del Duomo con al suo interno l’orologio meccanico e astronomico più grande e complesso al mondo. Tanta storia, tanta cultura, ma non sono mancati i momenti gioiosi: lo shopping nei negozi più caratteristici, la degustazione delle granite e dei dolci tipici e, la sera, un assaggio di disco music. Ai ragazzi tutti, che hanno affrontato con coraggio e grande motivazione un percorso culturale così altamente impegnativo, i complimenti della Dirigente e dei docenti, nonché l’augurio sincero di un prosieguo di studi brillante, ciascuno secondo i propri desideri, ricco di ogni soddisfazione, sempre e unicamente nel nome della CULTURA.

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