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22 giugno 2018   
Un racconto horror. La mano rubata.
di Alissa e Marta, classe 2^ B

Tanto tempo fa, nel 1987, in una villa del 1700, abitava una ragazza ricca e giovane. Si chiamava Azzurra; aveva gli occhi azzurri e i capelli neri, era alta e magra e aveva una carnagione molto chiara. Amava molto i gioielli e stare da sola.
Era il 10 gennaio: una giornata di pieno inverno. Le nuvole erano grigie, il cielo grigio-azzurro, c'era molta nebbia ed il vento era fresco. Era come se una tonnellata di lacrime cadesse dal cielo: stava diluviando. Azzurra quindi decise di chiudere tutte le persiane e andarsene a letto.

La notte stessa sentì degli strani rumori, perciò si alzò e andò a vedere, ma non c'era nessuno. Quindi ritornò a letto. Dopo un po' percepì di nuovo i medesimi suoni: era come se qualcuno stesse salendo le scale. Si sentivano scricchiolii e cigolii. Scese di nuovo, guardò lungo le scale della villa, però non vide nessuno; perciò tornò nuovamente a letto pensando che fosse solo una sua impressione. Invece c'era veramente qualcuno: due ladri! Uno di mezza età, invece l'altro più anziano. Questi ultimi avanzarono sempre di più verso la stanza della ragazza.

Entrarono e pian piano le si avvicinarono. Lei era paralizzata dalla paura. Infine estrassero un coltello dalla tasca e glielo conficcarono nello stomaco. Per Azzurra fu come se un milione di vespe le pungessero lo stomaco; come se una mandria di bufali le venisse addosso; come se un lupo affamato le divorasse l'intestino. Per lei fu la fine!
I ladri, avendo visto un prezioso anello da lei indossato, cercarono di toglierglielo, ma non si sfilava; quindi decisero di tagliarle la mano. Infine rubarono molti altri oggetti preziosi dalla villa.
Il cadavere della ragazza fu seppellito nel giardino della villa stessa.

Un anno dopo, sempre il 10 gennaio, la villa fu colpita da un devastante incendio. All'arrivo dei pompieri, per la villa ormai era troppo tardi. Una metà era tutta bruciata, l'altra era rimasta intatta.

Passarono molti anni ancora. Era il 10 gennaio e, come ogni anno dal 1987, anche quel giorno diluviava. Nei pressi della villa stavano passando tante macchine e, in una di queste, c'era un signore che stava ritornando a casa dal funerale di suo padre, con il quale aveva aperto una gioielleria. L'uomo vide una ragazza accucciata sul marciapiede che stava piangendo. Era magra, di carnagione chiara, con due occhi azzurri. Si fermò e le chiese cosa la turbasse tanto, e se volesse un passaggio. Lei non rispose, ma accettò il passaggio e salì in macchina.

“Qual è la sua destinazione?” le chiese. Lei indicò con il dito la villa. Lui obbedì. Quando stavano per attraversare il ponte che portava alla villa, si accorse che la ragazza era senza una mano. Nascondendo lo stupore, le chiese:” Che cosa le è successo?”; rispose:” Mi è stata tagliata da due ladri.”. Infine lui le chiese:” Sa chi erano i due?”. Estraendo un coltello dalla tasca, lei rispose: “Certo! Eravate tu e tuo padre!”. Terrorizzato dalla scoperta dell'identità della donna, l’uomo non riuscì neppure a reagire. Fu accoltellato all’addome. Nessuno scoprì mai l’assassino, né il motivo per cui al cadavere mancasse una mano.

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