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15 ottobre 2017   
La scuola, laboratorio del “futuro”. Un cammino sorprendente!
di agata pinnelli


La scuola ha riaperto da poco i battenti, i suoi spazi pullulano di voci gioiose, contente di ritrovarsi, raccontarsi, ma anche cariche di attese, interrogativi, incognite, paure del nuovo cammino. "Voi, è vero, - ha scritto Papa Francesco in vista del Sinodo 2018 – vivete nel presente, ma guardando nel futuro … Voi siete artefici del futuro, artigiani del futuro – Poi – e questa è la vostra gioia – è una cosa bella andare verso il futuro, con le illusioni, con tante cose belle – ed è anche la vostra responsabilità. Diventare artigiani del futuro". È molto bella la metafora dell'artigiano perché esprime al meglio la unicità e la irripetibilità dell'essere giovani studenti, che inventano e immaginano se stessi, con l'entusiasmo di affrontare il futuro. L'ho scelta, emozionata, per augurare un buon anno scolastico a tutti gli studenti, perché la parola "artigiano" evoca in maniera meravigliosa il risultato del cammino di studente non solo nella scuola istituzionale, ma anche e soprattutto nella scuola della vita. Infatti la figura dell'artigiano richiama l'arte, la bellezza, l'operosità, la genialità, la creatività, la gioia dell'artista, uno sguardo speranzoso verso ciò che ancora non c'è, ma è nei sogni, la pazienza dell'attesa e la costanza minuziosa del lavorare, il gioco di mani – mente – fantasia – passione. Il risultato: un prodotto unico, appagante, che stimola l'artigiano a fare sempre meglio, a trovare nuove soluzioni, animato dal desiderio di soddisfare le necessità della comunità.

Perciò sempre con la passione che mi contraddistingue, vi auguro che quest'anno scolastico risponda alle vostre attese nella Bellezza, nell'Amore, nella Scoperta di sé per vivere da protagonisti, liberi di porsi domande, di avanzare, programmare, mettersi personalmente in gioco, gestire con responsabilità le proprie forze, scoprire il proprio sentiero da percorrere. Questa è una sfida che comincia ora dal presente, scolastico ed extrascolastico e continua nel futuro ogni giorno, per disconnettersi dalla "porta delle cose scontate", permettendo al mondo esterno di decidere per noi, chiudendoci alle responsabilità, per non rischiare di fare errori, per non avere delusioni, per non sperimentare il "lutto sociale", dimenticando che crescere vuol dire gioire per le realizzazioni degli altri e nello stesso tempo continuare a costruire se stessi con l'amicizia, il rispetto, il senso del dovere, aprendoci a guardare di nuovo ogni giorno ciò che non vedevamo più, rimettendoci in gioco per le cose in cui non siamo ancora realizzati.

Ed ancora disconnettiamoci dalla "porta della distrazione": è bello guardare davvero la realtà, aprirci alla giornata da amare, permettendo ai compagni, ai professori e alle situazioni di toccarci, per condividere con rispetto le diverse potenzialità, adoperarsi a fecondarle insieme. Partendo dal fatto che tutti siamo desiderosi di atti "grandiosi", perché ci piace essere apprezzati e notati, accettiamo l'idea che amare ciò che ci sembra inutile è costruire quell'amore gioioso che è in noi e che ogni atto di attenzione, anche se non notato e apprezzato dagli altri e perfino da noi stessi è pienezza, è andare avanti, è aver costruito un pezzo di futuro solidale e di cittadinanza attiva. È importante disconnettersi dalla "porta dell'autogiustificazione", perché ci fa perdere tante occasioni di crescita, se l'apriamo, la vita di studente diventa impegno a crescere, ad aprirsi, a provare e riprovare, a cambiare, amare, accettarsi ed accettare.

Vi auguro di connettervi con la porta del cuore e della mente per saper riconoscere ciò che nel profondo ci realizza e ci fa avanzare nello studio, nella conoscenza, perché attraverso la cultura, si impara quella "disobbedienza" che ci rende capaci di scegliere le idee, le reazioni, le azioni, i pensieri che veramente realizzano la nostra vita nella gioia, tenendo aperte le finestre sul mondo. In questo modo si evita di diventare "eroi del nulla", gli eroi che sfasciano i banchi di scuola, sporcano o strappano i registri, rubano gli strumenti didattici, come nella scuola G. Falcone di Taranto, dove il Presidente della Repubblica Mattarella ha voluto inaugurare l'anno scolastico; ed ancora gli eroi del furto, della rapina, della violenza sulle donne, della persecuzione telematica. Questi "eroi del nulla" sono ragazzi che hanno cancellato la loro identità di giovani, come dice il Papa, di artigiani del futuro, che vivono guardando al domani pieni di desideri, di utopia, che vivono di futuro, di un futuro disegnato da loro con l'entusiasmo perfino delle illusioni, capaci di darsi un significato esistenziale presente e futuro, consapevoli del fatto che l'esistenza è una durata, una sequenza che si svolge in un tempo e in uno spazio continui, in cui la scuola oltre che fornire la possibilità di usufruire dell'ascensore sociale, promuove la cultura dell'amicizia, dell'amore, il sentore che ti fa sentire accolto, importante, valorizzato per quello che si è.

Qui entra in gioco la sinergia operativa dei "modelli" di casa (i genitori), quelli che propone la scuola (i professori), la fede religiosa (i sacerdoti), modelli che hanno speso o spendono la loro vita in modo significativo nella relazionalità, nel lavoro, nel senso civico. Il modello si snoda nel tempo e mostra coraggio, coerenza, rispetto, al di là di quel modello che si consuma nella frazione di un attimo. Spesso ci si dimentica che nei ragazzi convivono, come dice il Papa, tre aspirazioni importanti, che, se coltivate, possono cambiare il mondo: la voglia di Bellezza, di Bontà, di Verità. L'augurio più bello che vi faccio è disegnare, vivere quest'anno scolastico all'insegna di queste voglie che vi sono peculiari, cominciando sin da ora la sfida che si attua ogni giorno, a partire da ora andando controcorrente, facendo rumore con i valori anzidetti. Voglio augurare a tutti un bel lavoro e gioire nel cuore, affinché diventiate giovani cittadini gioiosi, agenti di cambiamento all'insegna della responsabilità civica, etica e solidale.

Si, la società ha bisogno delle mani degli studenti per costruire una umanità più libera, più giusta, più comprensiva, tutti insieme dalle istituzioni pubbliche e religiose, alle famiglie …
Cosa rispondi Tu? Ne vale la pena …!
Allora mettiamoci al lavoro! Buon anno scolastico.
Agata Pinnelli.

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