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10 dicembre 2018   
LEGGENDE E TRADIZIONI DEL NATALE di Cecilia Turco e Maria Chiara Zoccoli
di Cecilia Turco

Il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di San Nicola, vissuto nel IV secolo, che si festeggia tradizionalmente il 6 dicembre. Secondo la leggenda, San Nicola regalò una dote consistente in tre sacchi d’oro (da qui l’usanza delle palle di Natale) a tre fanciulle povere perché potessero andare in spose.
Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo. L'usanza c’è nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria e in Italia (nei Paesi protestanti San Nicola ebbe il ruolo di Santa Claus): la notte del 5 dicembre ai bambini buoni vengono lasciati doni, dolciumi e frutta nelle scarpe.
Dopo questa festa venne spostata al giorno di Natale, e così il 24 dicembre l’uomo descritto per la prima volta da Clement Clarke Moore nel 1823 nel suo racconto “Era la notte prima di Natale”, parte per consegnare ai bambini di tutto il mondo dei regali da riporre sotto l’albero.
Ma chi è stato a fare il primo albero di Natale? Secondo la leggenda fu San Bonifacio che, per convertire i popoli germanici, abbatté una quercia sacra ai pagani e, per riparare all’offesa, regalò un piccolo abete che addobbò con delle candele accese sui rami, per simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sulla terra con la venuta del “bambino Gesù”.
Il più grande albero ora si trova nel centro di Canberra, è alto 22 metri e decorato con 518.838 luci led, realizzato per scopo benefico.
E la tradizione del panettore? Dolce italiano natalizio, fu inventato a Milano dal cuoco di Ludovico il Moro.
Il primo a scrivere di un impasto simile a quello del panettone su un suo ricettario fu Cristoforo di Messisbugo, un cuoco di Ferrara che nel 1549 parlava di un dolce fatto dalle parti di Milano, a base di farina, burro, zucchero uova e latte.
Non c’erano ancora uvette e canditi, ma l’impasto era lo stesso.
Buono come da tradizione.

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