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02 dicembre 2018   
Possiamo vedere il passato!
di Bartolomeo Panfilo classe 3^ B

Mi ha colpito molto ciò che ho scoperto riguardo agli attuali studi sulla luce. Uno di questi è stato fatto proprio in Italia da un team di scienziati di Torino che recentemente hanno affermato che se noi guardiamo le stelle non vediamo il futuro.
Mi sono documentato ed ho deciso di scrivere un articolo che spero che Vi possa interessare.

La luce delle stelle che arriva fino a noi, più che un tuffo nel futuro, è un ritorno al passato.

Davide Gandolfi, astro-fisico dell’Università di Torino ha affermato che:

«La luce viaggia a una velocità finita, perciò tanto più una stella è lontana da noi, tanto indietro nel passato è stata emessa la luce che vediamo, e che per giungere da noi impiega del tempo».

L’astro-fisico insieme al il team di cui fa parte ha recentemente scoperto un nuovo Pianeta, che ha battezzato ironicamente «Heavy Metal» poiché ha il raggio di dimensione una volta e mezza quello della Terra, ma ha un peso di otto volte superiore, essendo composto da metalli pesanti.

Lo scienziato abituato a scrutare il cielo, ha affermato che:
?- «La luce ha la velocità di 300mila km al secondo e se una stella è ad una distanza di mille anni luce, noi la vediamo com’era mille anni fa»;

- «Tutto ciò vuol dire che nell’Universo ci sono delle stelle che si accendono e si spengono e noi non le vediamo ancora, oppure continuiamo a vederle anche se non ci sono più»;

- «Riusciamo a vedere fino a 13 miliardi di anni fa: si tratta non di singole stelle, ma delle prime galassie, le più lontane. Quella è, infatti, l’età dell'universo».

- «Tra i primi ad aver capito che la luce viaggia a una certa velocità è stato Galileo, anche se non riuscì a dimostrarlo. «Fece degli esperimenti. Due persone su due colline diverse, una doveva scoprire la candela quando vedeva accendersi l’altra».

- «Galileo però non aveva gli strumenti giusti, gli sembrò che fosse accaduto all’unisono». Ma sarebbe sbagliato dire che il cielo ci parla solo del passato.

- «Possiamo misurare la distanza e la velocità con cui si muovono le stelle». Le costellazioni che vediamo in futuro cambieranno: «Non sono incastonate, le stelle non sono legate tra loro e si muovono in modo e con velocità diverse. Ad esempio Orione, con le tre stelle della cintura del Cacciatore, era già conosciuta dai babilonesi, ma tra 10mila anni avrà un’altra forma».

- «Cambiamenti talmente lenti che non si misurano sull’età dell’uomo o di intere civiltà, ma che comunque possiamo prevedere. «Ma futuro o presente delle stelle non hanno a che fare con noi: non c’è nessun legame dimostrato tra l’attività umana e gli astri, anche se il nostro umore può essere influenzato ad esempio dalle ore di luce».

Gandolfi non vuole nemmeno dire di che segno è infatti ha detto che non crede nei segni zodiacali.

Questa sua affermazione mi ha messo in crisi: Cribbio, e io che ci credevo!

Ha anche aggiunto che:

- «Le costellazioni dello zodiaco attuali sono sbagliate, visto che ogni duemila anni c’è uno slittamento per cui ora il sole è nel Sagittario, mentre per l’astrologia è nel Capricorno. E le costellazioni, in verità, sarebbero tredici».

Per concludere, dopo tutte queste illusioni, si può dire che siamo arrivati a capire che ‘noi guardiamo il passato se guardiamo le stelle’.

Spero che l'articolo Vi abbia interessato e Vi do appuntamento al prossimo. Ciao e grazie!

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