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19 giugno 2018   
L’evoluzione dell’attività motoria in Italia
di  Mariani Claudia, Elisabetta Pittalis, Sandra Piras, Lucia Osini. 5Blsu

Inizialmente in Italia la società non riconosceva nessun tipo di importanza all'educazione fisica, in quanto veniva considerata come un'attività inutile in tutte le istituzioni scolastiche. Colui che può essere considerato il fondatore dell'educazione fisica in Italia fu Girolamo Bagatta, il quale, nel 1807, introdusse la ginnastica nel "Patrio ginnasio ". L'evoluzione dell'attività motoria in Italia si ebbe grazie allo studio del corpo nel contesto sociale dell'epoca in continua trasformazione. A favorire l'introduzione dell'attività fisica nelle istituzioni scolastiche furono numerosi pedagogisti, tra cui Gaetano Filangeri, che si ispirò alle idee di Locke e Rousseau, e Vincenzo Cuoco, erede del pensiero di Filangeri. Entrambi miravano allo sviluppo psico-fisico del ragazzo, tramite tutta una serie di esercizi fisici. Nei primi anni dell'800 in Italia erano quasi del tutto assenti delle istituzioni che avrebbero potuto favorire lo sviluppo della ginnastica. Fino al ‘900 in Italia l'educazione fisica veniva svolta principalmente per motivi militari, per garantire una buona preparazione dei soldati. È solamente grazie all'intervento della pedagogia che si iniziò ad avere una nuova concezione della ginnastica, intesa come un'attività da svolgere per formare non solo il corpo ma anche la mente dell'uomo. I più noti sostenitori dell'aspetto formativo delle pratiche motorie furono Rodolfo Obermann, Angelo Mosso, Emilio Baumann e Francesco de Sanctis. Rodolfo Obermann è considerato il fondatore della Società Ginnastica di Torino, fondata nel 1844 a Torino. Si occupò di favorire lo sviluppo della ginnastica tramite una distinzione tra ginnastica civile e ginnastica militare. A Bologna l'introduzione dell'attività fisica si deve a Emilio Baumann che nel 1877 fondò la "Virtus di Bologna". In questa società Baumann introdusse la ginnastica nell'Ambito della Medicina e propose una metodologia razionale volta a combattere il pericolo della sedentarietà. Angelo Mosso contribuì anch'esso allo sviluppo dell'educazione fisica in Italia. Era un medico e un fisiologo che intuì il fatto che la salute del corpo costituisce la base sulla quale costruire le qualità morali ed intellettuali di ogni individuo. Colui che però segnò in modo rilevante la validità della ginnastica nelle scuole fu Francesco de Sanctis, ministro della pubblica istruzione, il quale, con la legge del 1878, introdusse l'insegnamento obbligatorio dell'educazione fisica nelle scuole italiane. Le più importanti scuole ginnastiche italiane nacquero principalmente a Bologna, Torino, Roma e Napoli; in tutte queste scuole le finalità della ginnastica furono le stesse, ovvero educare e formare l'uomo. In Italia un'ulteriore potenziamento dell'educazione fisica si ebbe durante il ventennio fascista, in cui vennero emanati dei programmi relativi a questa disciplina. La ginnastica che veniva svolta in questo periodo era principalmente a sfondo militare, in quanto tutto era tenuto sotto controllo dal partito fascista che si occupava in linea generale di quella che era l’educazione dei cittadini. Lo sport durante il periodo fascista mirava a creare un uomo nuovo, favorendo l'azione rispetto al pensiero; le donne erano invece delle semplici procreatrici.

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