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20 aprile 2017   
I DIRITTI DELLE DONNE
di Marica, 2° G

Nei Paesi in via di sviluppo come in alcune parti dell’America Latina, dell’Estremo Oriente, in alcuni Paesi islamici, ma non solo, anche nei Paesi sviluppati come l’Italia, le donne vivono una costante condizione di inferiorità. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e altri documenti come la Costituzione Italiana, garantiscono la parità tra il sesso maschile e quello femminile. Nonostante questi documenti, la realtà dei fatti è ancora differente. Nell’Estremo Oriente, nei Paesi in via di sviluppo, in Africa, e non solo, alle bambine non è permessa l’istruzione e, quando sono abbastanza grandi, vengono obbligate a camminare per chilometri per andare a prendere l’acqua al pozzo, a badare ai loro fratelli minori oppure vengono costrette subito a lavorare.
Vivono in un’ignoranza tale che non sanno come gestire i “problemi” del parto e rischiano di morire. Al contrario, i maschi vanno tranquillamente a scuola e hanno tutto il tempo per studiare e imparare migliaia di cose. Solo alcune vanno a scuola, quelle che riescono a permettersela, e non è per niente semplice studiare con tutte quelle mansioni da svolgere, a volte ricevono qualche dollaro, sì, ma le altre purtroppo non sono neppure pagate. Vanno male a scuola. Le famiglie, quando la madre è incinta, sperano sempre che sia un figlio maschio, che possa dare un futuro alla famiglia, perché per loro una femmina è solo uno spreco di soldi, senza nulla in cambio, vengono viste come oggetti. Fin dalla tenera età, hanno un futuro già segnato, infatti i genitori scelgono in anticipo per loro il marito e non possono controbattere, saranno costrette a sposare uno sconosciuto, che vedranno pochi giorni prima del matrimonio, è vietato ribellarsi o verranno frustate e picchiate, se non peggio. Alcuni uomini ritengono che la loro religione “dica” che l’uomo è superiore alla donna. In politica c’è pochissima presenza di donne al potere, molti credono che un uomo possa governare meglio di una donna, alcuni impieghi sono destinati solo ed esclusivamente a loro.
Non solo in politica, ma anche nel lavoro, le donne vengono considerate meno importanti, il loro stipendio, rispetto a quello degli uomini, è più basso e, talvolta, vengono minacciate e molestate sessualmente e maltrattate dai propri datori di lavoro, in cambio di promesse che per la maggior parte delle volte non si avverano. Sempre nell’ambito del lavoro, per i figli, sono costrette ad abbandonare l’impiego per poterli accudire. Molte volte, quando si separano dai mariti, i figli sono affidati alle madri, che si ritrovano in situazioni scomode e faticose da gestire. In Italia, ma penso come in altri Paesi, è presente il fenomeno del femminicidio. Quando una donna lascia un uomo, spesso lui non accetta questa cosa e perde la testa: se lui non può avere quella donna, nessun altro potrà averla. Va dalla ex-fidanzata/moglie e inizia a picchiarla, molto spesso la uccide da quanta violenza usa su di lei. Recentemente, ci sono stati casi di donne sfregiate con l’acido o incendiate con la benzina dai loro ex-fidanzati, che sostengono di “amarle” talmente tanto da compiere queste azioni in nome dell’amore. Su questo argomento ho tanto da dire, prima di tutto perché sono donna anch’io, sono fortunata a vivere in un Paese in cui c’è quasi completamente parità tra i sessi, anche se è molto frequente il fenomeno del femminicidio.
In secondo luogo, sto ricevendo un’istruzione importantissima, che mi durerà per tutta la vita, in Italia la scuola è obbligatoria sia per i maschi che per le femmine. In realtà, io non ho ancora capito il motivo di questa discriminazione, il perché la donna sia considerata inferiore. Penso che una presidente donna potrebbe essere altrettanto potente di un uomo. Non capisco perché alcuni uomini trattano le donne come oggetti, si sono mai chiesti se fosse il contrario? Che succederebbe se le discriminazioni fossero contro di loro? Magari provassero a mettersi nei nostri panni: nessuna istruzione, costretti a lavorare fin da piccoli, sottopagati, maltrattati, costretti a sposare delle sconosciute, costretti a badare ai figli. Noi donne abbiamo un mondo dentro, chissà, magari tutte quelle bambine lavoratrici, ricevendo un’istruzione, potrebbero diventare avvocatesse, artiste, musiciste, e tanto altro ancora. Non riescono neppure a sognare a causa di tutto quel lavoro. Se avessero la libertà di parola, quel mondo potrebbe venire fuori e potrebbero fare grandi cose.
Infine, l’idea della donna inferiore all’uomo è talmente primitiva, fa vedere quanto ancora il mondo sia arretrato, potremo essere anche i geni più intelligenti del mondo, ma con questa mentalità non si arriva da nessuna parte. Viva le donne!

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