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05 dicembre 2018   
L'eutanasia: giusta o sbagliata?
di Anna Licciardi

L'eutanasia, dal greco, vuol dire letteralmente "buona morte", ed è una pratica usata per provocare la morte di un individuo la cui vita è totalmente compromessa da una difficile condizione medica.
E' sempre stato aperto un lungo dibattito su questo argomento, perchè c'è sempre stata una questione morale accesa: l'uccisione di una persona innocente, ritenuta come un omicidio.
Per me questo moralismo diffuso è un po' privo di senso, poichè l'eutanasia non è un gesto immotivato, al contrario, mira a liberare una persona dalla sofferenza.
Quando si soffre di determinate condizioni mediche, si è costretti a restare attaccati ad una macchina per tutta la vita o a provare dolore fisico costantemente, portando inevitabilmente ad una fragile condizione psicologica, dunque la vera questione morale dovrebbe essere: che senso ha vivere, se di vita ormai vi è solo il respiro, vi è solo il battito cardiaco?
Tutto nasce dalla difficoltà dell'essere umano nell'accettare che prima o poi la morte incombe su tutti quanti, e quindi ci si aggrappa con tutte le proprie forze a quel poco che è rimasto, anche se così facendo si rischia di spezzarsi le braccia.
Se il paziente è in grado di intendere e di volere, l'eutanasia resta comunque una sua libera scelta, la sua volontà. Se esso invece è tutelato da altri perchè non in grado di prendere una decisione, vuol dire che a maggior ragione essi dovrebbero prendere in considerazione una simile scelta, perchè ormai è prossimo ad un tale destino, ma con questa pratica gli verrebbe risparmiata molta sofferenza.
Bisogna imparare a mettere da parte le questioni morali per un qualcosa di più importante: l'empatia.

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