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19 giugno 2018   
L’educazione fisica
di Giuseppina Nieddu e Peddio Joëlle 5 B lsu

L’educazione fisica o motoria è un processo che si occupa della formazione della personalità e dell’adattamento dell’individuo all’ambiente, mediante l’utilizzo di un’attività motoria (sport, giochi di movimento e altro ancora). Essa ha il compito sia di rinforzare il corpo e lo spirito, sia di educare. Durante il Rinascimento il concetto della salute del corpo e della mente veniva individuato mediante il movimento. Inizialmente, in Italia l’educazione fisica era considerata inutile all’interno delle istituzioni scolastiche, anche per motivi economici, il che impediva la giusta preparazione dei docenti riguardo all’uso degli attrezzi ginnico-sportivi. Fino agli inizi del ‘900, nel nostro Paese l’educazione motoria rimarrà prevalentemente militare, solo successivamente sarà considerata utile per la formazione del corpo e della mente. Molti studiosi favorirono l’introduzione dell’educazione fisica nelle scuole; Obermann fu il fondatore della prima Società Ginnastica d’Italia a Torino, società polisportiva tra le più antiche, che distingueva la ginnastica militare da quella civile. Questa Società fu anche una scuola di ginnastica preparatoria femminile. Baumann introdusse l’educazione fisica per la prima volta a Bologna, nella Scuola Normale Maschile. Andando oltre il metodo di Obermann, puntò ad introdurre la ginnastica nell’ambito della medicina preventiva. Ci furono altri studiosi importanti per lo sviluppo dell’educazione fisica come Mosso e De Sanctis. Quest’ultimo introdusse l’insegnamento obbligatorio di questa disciplina nelle scuole. Per quanto riguarda le donne e lo sport, in passato non venivano molto considerate, nonostante spesso si dimostrassero superiori agli uomini. A differenza degli uomini, che sono sempre stati conosciuti e amati negli sport a livello mondiale, le donne sono sempre state sconosciute al pubblico. Nello sport la donna è sempre stata considerata inadeguata, sia perché si contrapponeva all’immagine della donna curata che si occupava della famiglia, il cosiddetto “angelo del focolare”, sia perché lo sport era noto con lo scopo di esaltare le qualità fisiche, ovvero la virilità e la forza maschile. De Coubertin fu l’artefice del Movimento Olimpico moderno, fondato alla fine del XIX secolo, con l’idea che la differente fisiologia della donna e il suo diverso ruolo nella società, la rendessero inadatta all’attività sportiva. Si parlerà di educazione fisica femminile soltanto nel 1867, quando le donne conquistarono i propri diritti e, successivamente, iniziarono a partecipare alle seconde Olimpiadi svoltesi a Parigi nel 1900, anche se in modo non ufficiale in gare di tennis, vela e golf. Nel 1908, a Londra, parteciparono 36 donne su un totale di 2008 atleti, ma non ufficialmente. Solamente nel 1920, dopo la Prima Guerra Mondiale, le donne parteciperanno in modo ufficiale alle Olimpiadi. Nel 1928, ad Amsterdam, si diede la possibilità alle donne di partecipare alle gare di atletica. Vinse l’atleta Elisabeth Robinson, velocista statunitense, campionessa dei 100 metri piani. Nei giochi di Londra, del 2012, le donne costituirono il 45% degli atleti, e da allora hanno sempre partecipato a tutte le manifestazioni sportive a livello amatoriale e agonistico.

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