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08 dicembre 2018   
IL RIPUDIO: UN’ANTICA VERGOGNA -LA STORIA DI ERMENGARDA-
di Annalisa Verna, Carla Fascetto Sivillo, Natalia Caio Adornetto I D

Ripudiare vuol dire allontanare da sé una persona a cui si è legati da vincoli di amicizia, di parentela o di matrimonio. Sin dall’antichità questa brutale e umiliante “consuetudine” era subita da molte donne appartenenti a tutte le classi sociali, anche nobili e aristocratiche. Una delle storie più tristemente note è quella di Ermengarda, figlia del re dei Longobardi Desiderio, che nel 770 per questioni politiche sposa il Re dei Franchi, Carlo Magno. Il matrimonio fu fortemente voluto dalla regina Berta (madre di Carlo Magno), ma osteggiato dal papa Stefano III, fortemente ostile a un’alleanza matrimoniale tra la corte dei Franchi e quella dei Longobardi. Ermergarda, nonostante il suo fosse un “matrimonio di stato”, amò sinceramente e profondamente Carlo, ma purtroppo rimase vittima della politica del suo tempo. Un anno dopo, infatti, quando già le relazioni tra Carlo e Desiderio erano tese, Ermergarda venne ripudiata da Carlo Magno, perché non era riuscita a dargli un erede. Questo chiaramente era solo un pretesto. Dopo il ripudio, infatti, secondo lo storico tedesco Aventinius, Ermengarda tornò a Pavia e sarebbe morta dando alla luce un figlio.
Siamo state molto affascinate dalla tragica storia della regina Ermengarda, così come da quella dell’Augusta Teodora ed è stato per noi spontaneo riflettere su quanto a volte è beffardo e imprevedibile il destino. Ermengarda figlia del re Desiderio, abituata ai fasti della corte e destinata a regnare accanto al suo reale consorte per tutta la vita, dopo un solo anno di matrimonio venne ingiustamente ripudiata. Teodora, invece, figlia di un domatore di orsi, attrice di mimi, destinata a vivere ai margini della società, diventa imperatrice di Bisanzio, amata, rispettata e apprezzata da Giustiniano, che per sposarla fece prima abolire la legge che ne avrebbe impedito il matrimonio e poi, come dono di nozze, le concesse il titolo di Augusta e il diritto di indossare il manto di porpora, esclusivo privilegio di re e imperatori.


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