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05 dicembre 2018   
Il razzismo
di alessandra de pari

Tra tutti i fenomeni che, al giorno d’ oggi, dilaniano la nostra società uno dei più deplorevoli è il razzismo. Quest’ ideologia è generata dal pregiudizio, in quanto si ha la convinzione che la popolazione umana sia suddivisa in “razze” e che alcune di loro siano superiori alle altre. Il razzismo è antico quanto l’uomo, infatti moltissimi popoli dell’antichità ritenevano che la loro cultura fosse migliore di quella altrui, ad esempio i Greci definivano “barbari” tutti coloro che non parlavano la loro lingua o che non avevano le loro tradizioni e durante l’epoca del Colonialismo i coloni europei conquistarono gran parte delle terre africane e asiatiche per “civilizzare” tutte le popolazioni locali e imporre il loro governo su persone considerate inferiori per cultura e religione. Spesso associamo l’idea perfetta del razzismo al regime nazista di Adolf Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale, nel quale coloro che facevano parte della cosiddetta “razza Ariana”, ovvero i Tedeschi biondi e con gli occhi azzurri, erano superiori alle persone dalla carnagione scura, agli zingari, agli handicappati e soprattutto agli Ebrei, che venivano perseguitati. Anche oggi molti popoli vengono perseguitati perché ritenuti diversi, come la popolazione dei Curdi in Turchia è stata dimezzata e vi sono pochissimi individui che combattono sulle montagne per sopravvivere. Il razzismo ha tante sfumature diverse e si può discriminare una persona per il colore della pelle, per l’origine, per la religione, per la cultura, gli usi e i costumi. In realtà, come dice il filosofo Noberto Bobbio, il razzismo è la conseguenza del pregiudizio perché spesso tendiamo a giudicare qualcuno dal suo aspetto, senza nemmeno conoscerlo! Quindi, per capire se una persona è davvero razzista, dobbiamo osservare i suoi comportamenti e non ascoltare i suoi discorsi, anche perché nessuno di noi si definirebbe apertamente razzista. Al giorno d’ oggi la nostra società sta compiendo passi da gigante nelle nuove tecnologie e nello sviluppo, ma si sente ancora parlare, attraverso i maggiori mass media come la televisione e la radio, di razzismo verso le persone che immigrano nel nostro Paese. Perché abbiamo tanta difficoltà ad aprirci a nuove culture per cercare di integrarci e creare una società multiculturale a tutti gli effetti? Per il semplice motivo che molti hanno paura di affrontare una realtà tutta nuova, fatta di globalizzazione e di scambio di informazioni utili a poter migliorare la vita di ognuno di noi. Proprio per questo motivo ci sono state ed esistono ancora oggi persone che combattono per avere una società giusta per tutti, tra cui il fisico Albert Einstein, a cui è attribuita la celebre frase:” L’unica razza che conosco è quella umana”, e lo scrittore francofono Tahar Ben Jelloun, autore del romanzo “Il razzismo spiegato a mia figlia”. Ed è proprio sull’ esempio di queste persone che le future generazioni dovranno ispirarsi per creare una società equa per tutti e meno chiusa. Del resto, chi siamo noi per giudicare gli altri solo perché sono diversi? Per questo il razzismo è un fenomeno insensato che ognuno di noi dovrebbe cercare di debellare facendo del proprio meglio affinché si crei un posto più sereno e giusto in cui vivere e far crescere i propri figli.

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