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03 ottobre 2018   
IN RICORDO DI GIANCARLO SIANI
di Alessandro Costa della Seconda B





Giancarlo Siani (Napoli, 19 settembre 1959 – Napoli, 23 settembre 1985) è stato un giornalista italiano, assassinato dalla camorra.

Era un ragazzo che, presa la maturità classica al liceo Gian Battista Vico, aveva deciso di tentare la carriera di giornalista.

Cominciò a frequentare la redazione del quotidiano Il Mattino e si occupò principalmente di cronaca nera e di camorra, studiando e analizzando i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano il comune di Torre Annunziata e i suoi dintorni. Siani prendeva molto seriamente il suo lavoro, descrivendo con precisione gli atti camorristici di Torre Annunziata nella pagina della cronaca nera del suo giornale.

Questa cosa non fece piacere ai malviventi, che decisero di ucciderlo, dato che stava facendo venire a galla dettagli e informazioni relativi alla criminalità organizzata, dettagli che erano noti solo a coloro che la gestivano.

Egli, grazie ai suoi informatori e ai documenti ricevuti, scoprì che c'era un'unione tra tre famiglie camorristiche: Gionta, Nuvoletta e Bardellino.

Scoprì anche che il boss Valentino Gionta era stato arrestato dalla polizia per ordine dei Bardellino, grazie ad una soffiata dei Nuvoletta alla polizia.

Leggendo il giornale, i Nuvoletta, temendo il giudizio degli altri camorristi e impauriti dal fatto che il cronista potesse fermare il loro lavoro e la loro "società", il giorno di ferragosto del 1985 decisero di uccidere Giancarlo Siani.

La sera del 23 settembre del 1985, al ritorno dal lavoro, Giancarlo Siani venne ucciso da due camorristi, Armando Del Core e Ciro Cappuccio.

Essi vennero arrestati 11 anni e mezzo dopo insieme ai loro mandanti: Angelo Nuvoletta, Luigi Baccante e Valentino Gionta.

In seguito, la sua Citroen Mehari venne conservata con grande cura per non dimenticare il sacrificio di questo giovane e valente cronista. Inoltre,nei pressi della abitazione di Giancarlo,proprio nel luogo dove è stato trucidato, hanno dipinto un murales in suo onore.

Voglio ricordare inoltre che varie scuole e alcune strade nel comune di Napoli portano il suo nome.

A mio parere , Giancarlo Siani rappresenta un modello per tutti noi.

Non solo per il suo comportamento eroico, ma anche per il coraggio mostrato nel denunciare i malviventi, nonostante il pericolo.

In una città come la nostra, dove ancora oggi vengono commessi ogni giorno molti atti di criminalità camorrista, è importante non farsi indietro e alzare la testa contro di loro.

In caso contrario la camorra e i malviventi avranno sempre più potere, fino a dominare la città.Quindi, anche noi ragazzi dobbiamo seguire il modello di Siani e se vediamo o scopriamo qualche comportamento disonesto, dobbiamo avere il coraggio di renderlo pubblico e soprattutto di non assecondarlo.

C'è una cosa che mi fa sentire ancora più partecipe alla storia di Giancarlo Siani : mio padre lo ha conosciuto, avendo frequentato anche lui il Gian Battista Vico. Il 25 settembre 1985, ai funerali del nostro eroe, anche mio padre,come tanti ragazzi di allora, era presente per salutarlo.

Quest'anno-come avviene ormai da molti anni- il 23 settembre alle rampe Siani, le massime autorità cittadine hanno deposto una corona di fiori per onorare la memoria di Giancarlo. Anche l'Istituto Maiuri era presente alla manifestazione con la sua Dirigente e con una rappresentanza di professori ed alunni. Erano tutti partecipi e commossi , pronti a ricordare quel giovane cronista che vive e vivrà per sempre nei nostri cuori.

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