CAMPIONATO ITALIANO DI CULTURA GENERALE www.eccellenzenazionali.it
Premi in Palio: iPhone e ricariche cellulari per gli studenti - iPad e buoni spesa per i docenti - finanziamento alla scuola

30 novembre 2018   
INTERVISTA A DANTE ALIGHIERI
di Enrico Patruno 2^B

IO: Buonasera signor Alighieri.
DANTE: Buonasera anche a lei
IO: L'ho voluta incontrare stasera per farle alcune domande.
DANTE: Bene, ne sono felice.
IO: Se lei non avesse potuto fare il poeta, cos'altro avrebbe fatto?
DANTE: Non so se lo sa, ma io ho fatto anche il politico e a causa di ciò mi hanno esiliato da Firenze. Quindi la risposta non è il politico. Perciò avrei imparato a dipingere o fare sculture, perchè deve sapere che sono un amante dell'arte, la mia casa era piena di quadri e sculture.
IO: Interessante. Ma è contento di aver vissuto nel Medioevo o avrebbe preferito vivere in un'altra epoca?
DANTE: Mi sarebbe piaciuto vivere nell'epoca dell'antica Grecia e dell'antica Roma, dove avrei incontrato i miei miti letterari e non.
IO: E suo padre, invece, che lavoro faceva?
DANTE: Faceva il mercante.
IO: E non le è mai venuta l'idea di fare il mercante?
DANTE: Io ho sempre visto il lavoro di mio padre suddiviso in lati positivi e negativi. Per esempio ho sempre ammirato il lavoro del mercante perchè si viaggia molto. Ma non mi è mai piaciuto vendere a sconosciuti merce raffinata.
IO: La sua vita, e lo sappiamo grazie ad alcuni tuoi testi, ha avuto degli e bassi, cosa mi può dire in merito?
DANTE: Il momento più duro probabilmente della mia vita è stato l'esilio da Firenze, in cui ho attraversato un periodo di depressione e in cui ho più volte ceduto a varie tentazioni del diavolo. È in questo periodo che ho scritto la Commedia, in cui ho descritto queste sensazioni attraverso numerose allegorie.
IO: Ci sono altri episodi che l’hanno fatto soffrire?
DANTE: Sicuramente un altro momento triste della mia vita è stato la morte di Beatrice a cui ho dedicato la "Vita Nova".
Io mi ero preso una cotta per lei, era bellissima, candida e dolce come un angelo.
IO: Un'ultima cosa. Lei lo sa che è considerato il sommo poeta italiano?
DANTE: Dice sul serio?
IO: La sua opera che lei chiama "Commedia" oggi si chiama "Divina Commedia". È stata così definita da Boccaccio.
DANTE: Sono onorato di essere considerato così importante.
IO: Lei oggi è famoso in tutto il mondo. Se lo sarebbe mai aspettato?
DANTE: No, mai, ancora sono onoratissimo. Non so che dire. Grazie ancora.
IO: Grazie a lei per l'opera immensa che ci ha lasciato! Arrivederci!
DANTE: Arrivederci!

visite articolo: 654

 

componente del giornale web
L'ottava nota
diretto da
Marina Mazzilli
Secondaria I°
Istituto Comprensivo Tattoli De Gasperi
di Corato (BA)