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17 febbraio 2017   
I ragazzi e i libri
di Classe II A Scuola Secondaria di I Grado Ripacandida

«Chi non legge, a settant’anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge, avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all'indietro». Secondo il grande scrittore Umberto Eco, quindi, leggere ci permette di vivere molte vite, tante quante sono quelle dei protagonisti dei racconti che leggiamo, vite passate e future, reali e fantastiche, di immedesimarci nei personaggi e provare sensazioni ed emozioni forti. Eppure, oggi, noi ragazzi non amiamo leggere, basti pensare che da un semplice sondaggio che abbiamo fatto nelle classi della Scuola Secondaria di I grado di Ripacandida, su 56 alunni solo la metà ha letto qualche libro di racconti. La verità è che, invece di leggere, preferiamo messaggiare con gli amici, stare davanti al computer o giocare ai videogame. Ormai è un classico, molti di noi nella camera hanno un PC, una playstation e pochissimi libri da leggere, tra questi le biografie dei nostri cantanti o calciatori preferiti e poi i libri scolastici per i quali ognuno di noi sogna una brutta fine: chi vuole farne coriandoli per carnevale, chi aereoplanini da far planare direttamente fuori dalla finestra dell’aula, chi carta da riciclare e chi un bel falò per San Giuseppe. Fortunatamente tra tanti buontemponi e amanti della vita comoda e spensierata ci sono anche ragazzi, pochi, che hanno avuto la fortuna di scoprire la magia del libro e la potenza della lettura anche grazie alla “scuola” che tra i tanti demeriti e colpe che le attribuiamo, ha il merito di esporre gli alunni alla lettura e a volte riesce a far apprezzare e amare i libri. Quest’anno, per esempio, a scuola, per il consueto appuntamento con il torneo di lettura abbiamo letto “Il primo bacio di Pennylù” della scrittrice Ornella Della Libera che è anche ispettrice di polizia. L’autrice è stata ospite del nostro Istituto e in quell’occasione abbiamo avuto la possibilità di conoscerla di persona e di rivolgerle molte domande sui temi trattati nei suoi libri e sul suo lavoro. “Il primo bacio di Pennylù” è un libro che vorremmo consigliare anche ad altri ragazzi perchè è scritto in un linguaggio semplice ed è di facile lettura e comprensione. L’argomento trattato è interessante e coinvolgente perché riguarda i temi tipici della nostra età adolescenziale: l’importanza delle amicizie, l’amore per la musica e il divertimento, i rapporti a volte un po’ conflittuali con i genitori, la voglia, tipica di quest’età di trasgredire alle regole della famiglia e della scuola, i primi amori. Ognuno vi può ritrovare un pò di sé. Attraverso il racconto e in modo particolare durante l’incontro che abbiamo avuto con lei a scuola, la scrittrice ci ha avvertiti dei pericoli che possiamo incontrare a scuola, per strada o anche stando seduti davanti al PC nella nostra cameretta, come evitare di diventare vittime di atti di bullismo o peggio ancora di cyberbullismo. Ci ha consigliato di guardarci bene dai cattivi incontri, soprattutto quelli che si fanno sul web; di stare attenti quando ci propongono di fare esperienze più grandi di noi e di cui potremmo pentirci; di custodire gelosamente il nostro corpo come bene prezioso e non come merce di scambio e di usare con oculatezza ed intelligenza il web e ciò che ci propone.
Buona lettura!

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