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21 giugno 2018   
Un testo horror. Le formiche mutanti
di Pietro 2^ B

Era il 18 aprile 1517.
Mi trovavo nella cantina del mio castello.; la stanza era poco illuminata, molto umida e fredda.
Da quando ero diventato Papa, avevo cercato di arricchirmi, pretendendo sempre più soldi dal popolo, attraverso le tasse che avevo imposto ogni mese; ma quelli i soldi non me li volevano più dare… Avevo quindi deciso di mettere in atto la mia vendetta.
Una sera perciò scesi in cantina e controllai la presenza delle mie servitrici: le mie formiche!
Qualche giorno dopo andai dal vecchio stregone che viveva nel monastero vicino. La sua abitazione era molto luminosa, ma al tempo stesso con una atmosfera tetra e spaventosa. Ogni stanza era infatti colma di piante velenose e molto pericolose. Entrando nel monastero gridai: “Vecchio stregone, ci sei!? Ho bisogno del tuo aiuto!”
Da lontano una voce roca rispose: “Chi mi disturba?! ..Oh,Sua santità….?! Ma…Cosa fa qui, nella nostra umile dimora?”.
A mia volta gli risposi: “Quante cerimonie! Su, non restare lì impalato! Mi serve una delle tue sostanze magiche per far diventare le mie formiche gigantesche!!
Il vecchio si avvicinò uscendo da un angolo tetro in fondo alla stanza e mi porse una boccetta con un liquido verdognolo all’interno. Mi disse: “Versi una singola goccia di questa pozione sulle tue piccole formiche ed esse diventeranno enormi mostri al tuo servizio!”.
Tornai al mio castello con la pozione e ora, con la complicità della notte, stavo per portare a termine il mio piano. Iniziai a versare il liquido in una scatola e poi presi ogni piccola formica rossa del mio allevamento e la misi sul liquido. Quello che successe fu incredibile: le mie formiche iniziarono a cambiare colore e da rosse diventarono marroni; diventarono sempre più grandi, quasi arrivarono a guardarmi dritto in faccia. Il mio esercito era obbediente e mi si schierò di fronte con le antenne ritte e pronte ad eseguire ogni mio comando.
Ero incredulo: i miei mostri scattavano veloci e, immediatamente, obbedirono al mio ordine di ritirare le tasse.
Il popolo era spaventato, la gente scappava terrorizzata, piangendo. Le formiche erano inarrestabili e non lasciavano tregua. Il mio esercito rubò tutto quello che c’era e tornò verso il castello. Trionfante, esultai e non mi resi conto di come le formiche fossero cambiate e… a mio svantaggio! Infatti non potevo immaginare che le mie formiche, dopo essere state nel villaggio, si fossero radunate e avessero deciso di ribellarsi al mio comando.
Ora le avevo davanti, con il bottino stretto in bocca e nessuna di loro sembrava volermi lasciare avvicinare alle monete. Gridai in preda al panico: “Esercito! Ordino a ciascuno di voi di lasciare i sacchi con il denaro a terra!”. Inaspettatamente una formica mi rispose: “No, sua Santità… o meglio … sua Malvagità…, non lasceremo le monete perché abbiamo deciso di ucciderti e di restituirle al popolo in cambio della nostra salvezza! Hai modificato la natura, cercando di renderci dei mostri, ma non ci riuscirai ad averla vinta!”
Le formiche iniziarono ad avvicinarsi e all’improvviso non sentii più nulla…
Vidi il mio corpo a terra e capii in un lampo, in un singolo istante, che la mia avidità mi aveva appena ucciso!

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La voce del Don Milani
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Valentina Maretto
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ICS DI VIGONZA “DON LORENZO MILANI”
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