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24 gennaio 2012   
L'inquinamento ambientale
di Sara Natale 

L'inquinamento ambientale è al centro delle attenzioni di tutti quegli ambientalisti che si occupano soprattutto della difesa dell'ambiente in cui vivono, con una posizione quindi molto concreta. Purtroppo nel variegato popolo di chi rende prioritaria la difesa dell'ambiente in cui vive la personalità del fobico è sicuramente molto ben rappresentata.
Il timore di ogni innovazione tecnologica e delle sue ricadute (l'inquinamento atmosferico è per esempio una ricaduta della diffusione di auto, riscaldamenti, processi industriali ecc.) è spesso sovrastimato e si preferisce la fuga rappresentata dal principio di precauzione piuttosto che un esame oggettivo dei pro e dei contro.
Qual è la reale priorità che dobbiamo dare all'inquinamento ambientale? Recentemente il famoso oncologo Veronesi ha "banalizzato" i rischi da inquinamento, parlando di un'incidenza del solo 4% nelle forme tumorali. Contro questo dato sono insorti gli ambientalisti più radicali, sostenendo che ci sono prove inoppugnabili che l'inquinamento ambientale miete vittime a destra e a manca.
A mio avviso l'inquinamento ambientale è colpa di tutti.È facile parlare di soluzioni, ma proviamo a pensare all'eliminazione delle auto, dei riscaldamenti, dell'uso dei condizionatori, dello spostamento delle fabbriche in luoghi extraurbani (ma poi si lamenterà chi abita in campagna!) ecc. Si è sicuramente favorevoli alla limitazione dell'auto se non la si usa sempre, ma spegnere il proprio riscaldamento per un paio di giorni alla settimana? Si è favorevoli alla costruzione di una discarica per ospitare i rifiuti, ma "naturalmente" non deve essere vicino a casa nostra!
l'inquinamento è proporzionale alla densità della popolazione.
Infatti se in Italia gli abitanti fossero un decimo probabilmente l'inquinamento ambientale riguarderebbe al massimo le due, tre città più grandi
Da dati ufficiali (fra l'altro sostenuti anche dagli ambientalisti) l'inquinamento provoca una diminuzione della vita media al più di un anno. Tale dato è molto realistico ed è coerente con il fatto che non esiste nessuna zona italiana con una vita media palesemente superiore a quella nazionale, zona in cui l'eventuale aumento potrebbe essere attribuito alla mancanza di inquinamento.
Dato per buono il dato di un anno, si scopre subito che il problema esiste, ma è decisamente inferiore ad altri problemi salutistici.
Fumo, alcol, sovrappeso, stili di vita sbagliati accorciano la vita media molto di più dell'inquinamento ambientale.
Questo in linea con quanto sostiene Veronesi. Il fumo per esempio incide per un fattore dieci volte maggiore sulla riduzione della vita media e tale indice sale ulteriormente per i grandi fumatori. È pertanto assurdo l'ambientalista che si preoccupa di abbassare le polveri sottili ed è fumatore; idem di quello che non si preoccupa dell'alimentazione e così non sa nemmeno che nella gran parte dei salumi sono contenuti conservanti (nitriti e nitrati) sicuramente cancerogeni. Né ha pregio la considerazione che l'inquinamento è un fatto sociale, mentre il fumo o il sovrappeso sono fatti personali perché i costi delle cure a chi ha stili di vita errati ricadono su tutta la comunità.
A fronte di queste riflessioni:
il problema dell'inquinamento ambientale è serio, ma non va sovrastimato.




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