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21 settembre 2018   
L’importanza di non dimenticare
di Giulia Pia Bellezza, 3^H

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Personalmente, credo che in questa semplice, ma significativa frase di Piero Calamandrei sia racchiusa la vera motivazione della partecipazione della classe 3^H al Seminario di Storia, presso la Caserma “Ruggiero Stella”.
L’evento ha avuto luogo il giorno 18 settembre 2018, in occasione del 75° anniversario della Resistenza, civile e militare, all’occupazione nazista di Barletta (12-24 settembre 1943). Appena arrivati, abbiamo salutato i militari, i quali ci hanno condotto nell’Auditorium della Caserma e ho notato che non era prevista soltanto la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “D’Azeglio-De Nittis”, ma anche di altre scuole, come l’istituto “Riccardo Nuzzi” di Andria e la secondaria di primo grado “Renato Moro” di Barletta. Tutti i presenti hanno preso posto, c’era un forte brusio di persone curiose e impazienti che aspettavano l’inizio dell’evento e ciò ha cominciato ad aumentare il mio interesse. Alle ore 10.00 circa, ha introdotto il seminario di studi intitolato “Murgetta Rossi, perché?” il Professor Luigi Dicuonzo, responsabile dell’Archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta, che ci ha subito parlato di un massacro poco noto, ma da non dimenticare. Nel settembre del 1943, in un ovile di Murgetta Rossi, furono trucidati ben ventidue giovani soldati italiani i cui corpi vennero lasciati imputridire, devastati da animali randagi. Fortunatamente, i Carabinieri ritennero doveroso seppellirli e portare le salme nel cimitero di Spinazzola. In seguito, abbiamo ripercorso alcuni dei momenti più importanti della storia del fascismo, assistendo alla proiezione di documentari storici. Scorrevano immagini potenti di Benito Mussolini quando usava affacciarsi alla finestra in Piazza Venezia, a Roma, e una folla oceanica lo acclamava. Penso, infatti, che anche la storia dell’Italia abbia i suoi periodi bui e dei capitoli più tristi. Un’altra data fondamentale è il 1939, quando la Germania invase la Polonia o anche nell’ agosto del 1943; in questo anno i tedeschi occuparono la Puglia da Foggia a Taranto. Infine, avvenne l’armistizio dell’8 settembre 1943 con la testimonianza del soldato Domenico, sicuro della fine della guerra, ma poi caduto a Barletta il 12 settembre 1943. Molto bello è stato anche il ricordo del Docente di Filosofia Michele Palumbo, Professore e autore con i suoi alunni dell’atto unico “Il silenzio in quell’ovile”.
Questa giornata mi ha fatto comprendere che saper difendere la memoria significa saper progettare il nostro futuro e che, come ricorda il Prof. Luigi Dicuonzo, “la storia non è il silenzio ma la parola, non è l’oblio, ma il racconto”. Per concludere, ho riflettuto su quanti giovani hanno sacrificato la propria vita per la libertà e mi sono chiesta se le nuove generazioni sarebbero pronte a fare lo stesso.


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