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17 febbraio 2017   
La vita
di Maria Bertolino

La vita. Una sola parola composta da quattro lettere ma con tantissimi significati. Molti poeti, scrittori e filosofi hanno espresso nelle loro opere giudizi amari sulla vita, sul suo valore e significato: basti pensare a Leopardi per il quale la creatura debole e indifesa è l’uomo, che dopo una vita di sofferenze si annulla completamente con la morte. Vi sono uomini che se la prendono per contrasti e piccoli dispiaceri, guardando soltanto a se stessi e non ai grossi dolori degli altri. Vi è chi crede che la vita sia soltanto meccanicismo e non sa trovare una ragione di gioia e di soddisfazione. Invece, la vita deve essere vissuta con gioia, esultanza e soddisfazione. Bisogna vedere il “bicchiere mezzo pieno” e non “mezzo vuoto”. La nostra volontà è così debole che ci porta a ondeggiare continuamente tra opinioni differenti, senza mai arrivare a volere qualcosa fermamente. Per di più ognuno di noi si agita e si turba a causa dell’instabilità della propria anima. Montaigne, filosofo del XVI secolo affermava che il caso ci domina e che tutti noi siamo creature fragili ma allo stesso tempo orgogliose. Pretendiamo sempre di più. Non ci accontentiamo mai. Cerchiamo sempre il cosiddetto “divertissement” pascaliano, ovvero la “distrazione”, la fuga da noi stessi. Rimanere in silenzio, senza passioni, né occupazioni né distrazioni è la cosa più insopportabile per l’uomo perche lo mette in condizioni di rendersi conto della fragilità e della frustrazione umana. Gli uomini cercano la distrazione per non pensare a se stessi; ne consegue che l’uomo “spera” e “aspetta” di vivere. Invece non deve essere così perché la vita è amore, ricchezza. È un inno. Non è, forse, meraviglioso che noi uomini siamo dotati di un corpo così perfetto e straordinario che offre sempre nuovi aspetti, come l’universo che si rivela sempre più complesso e grandioso? Dobbiamo essere contenti di possedere sensi, che ci fanno gustare i cibi, gli spettacoli della natura che ci esaltano come un tramonto, un’alba, una notte di stelle o i prati fioriti in primavera. Molte persone nei giorni festivi sentono il bisogno di allontanarsi dalla città e godersi un po’ del silenzio offerto gratuitamente dalla natura. Tuttavia vi sono delitti, atrocità, malattie, guerre, stragi e morti. L’omicidio, il suicidio, l’eutanasia, il genocidio sono tutte forme di soppressione della vita umana. La questione del bambino concepito e non nato è un problema che deve farci riflettere seriamente sul valore della vita. La legalizzazione dell’interruzione della gravidanza non è altro che l’autorizzazione all’uomo a privare della vita il bimbo non nato, e quindi, incapace di difendersi. Oggigiorno il più grande distruttore della pace è l’aborto perché è un’uccisione diretta per mano della madre stessa. (Teresa di Calcutta). Basti pensare a quanti embrioni in soprannumero sono soppressi o utilizzati in nome della “ricerca scientifica”, riducendo la vita a semplice materiale biologico di cui poterne liberamente disporre. Il diritto alla vita è poi negato con la pratica dell’eutanasia. Molte persone, poi, si suicidano a causa di vari problemi. A chi attribuire la colpa? Allo Stato? Ai direttori del lavoro? A una mente malata? Anche i femminicidi sono aumentati negli ultimi anni. Come si fa ad ammazzare una donna, moglie o madre dei propri figli? La vita è preziosa, bisogna conservarla, non toglierla o togliersela. Anche gli infanticidi aumentano. Euripide, tragediografo greco, vissuto nel V secolo a.C. scrisse la “Medea”, tragedia in cui Medea, la protagonista, ammazzava i figli per vendicarsi del marito Giasone, risposatosi con una donna piè giovane. Il tempo passa ma gli avvenimenti sono sempre gli stessi. Ogni singola decisione presa può condizionare il corso della nostra esistenza. Ogni giorno viviamo qualcosa di nuovo ed emozionante; alcuni trascorrono la propria vita così intensamente da lasciare traccia nella memoria degli uomini, da consegnare un briciolo di speranza alle generazioni future. Invece altri si richiudono in uno stato di disagio, sprecando tanti istanti che dovrebbero essere vissuti perché non possiamo conoscere il nostro futuro e un secondo dopo posiamo anche non esserci più. Bisogna sempre cercare di seguire una meta per evitare di perdersi. Con gli errori possiamo imparare diverse cose ogni giorno e possiamo correggere gli errori commessi. La vita è amore, bisogna goderne. Né la ricchezza né la potenza sono fonti di felicità. La vera felicità si trova in noi stessi. Avere una madre confidente, un padre affettuoso, fratelli e sorelle altruisti è sinonimo di felicità e di sintonia in una famiglia ed è anche più facile confidare i segreti anche per il gusto di sfogarsi con qualcuno. Bisogna amarsi l’un l’altro. Anche l’amicizia in ciò è fondamentale. Essa deve essere coltivata. Aiutarsi l’un l’altro è fondamentale. Non bisogna essere tristi perché l’amore è la risposta alla solitudine ed è la sola cosa che fa della vita un sogno e che è capace di sonare altri sogni. La vita non va sciupata vivendola nell’ozio e nella noia; essa è un’immensa ricchezza da conservare e curare donando amore e ricevendone. La vita è anche tristezza, ma questa deve essere superata e affrontata anche con il semplice sorriso di un bambino o il ricordo di una persona cara. La vita è un mistero. Qual è il senso della vita? Questa vita è un dono di Dio e non deve essere sprecata, bensì vissuta immensamente ogni giorno con le gioie e i dolori che offre. Le cose materiali ci rendono solo schiavi del mondo poiché moriranno con noi. Qual è, quindi, il senso della vita? Cercare il potere, la fama, la gloria, i soldi oppure vivere solo per noi stessi sapendo che un giorno tutto finirà? Credo che Dio abbia stabilito dal principio l’ora della nostra nascita e quella della nostra morte e che tutto quello che c’è in mezzo, ogni esperienza, vittoria, sofferenza e sconfitta, sia fatto per metterci alla prova. Le cose che hanno e che danno valore alla nostra esistenza sono quelle che non hanno forma fisica, che non possiamo toccare o vedere; l’amore, la libertà, l’amicizia, il perdono, il sacrificio sono tutti calori e sentimenti reali e veri, più delle illusioni e delle falsità del mondo. L’altro giorno ascoltavo una canzone de Il Volo, la quale intonava i seguenti versi:
"Quanti giorni vuoti, quanti giorni tristi in questa nostra vita. Quante delusioni, quante inutili passioni nella vita. Quante volte abbiamo detto basta, hai disprezzato questa vita. Mai una volta che pensiamo a quello che ci porta questa vita. Ah - ah, la vita, che cosa di più vero esiste al mondo e non ce ne accorgiamo quasi mai. Qualche volte abbiamo come un senso di paura della vita. Anche se ci sono tante cose che non vanno nella vita. Ma che cosa pretendiamo, cosa ci aspettiamo dalla vita? No, non è possibile sprecare inutilmente questa vita! Ah - ah, la vita. Più bello della vita non c'è niente e forse tanta gente non lo sa…”.
È proprio vero; nella società consumistica e materialista odierna non ci attacchiamo ai veri valori. Quando ci si sveglia al mattino, vedere la luce del giorno è meraviglioso! Penso che non esista nessun diritto naturale o legale né motivo per cui l’uomo, annegato nella noia, possa a suo piacimento privarsi o privare un proprio simile della cosa più preziosa dell’intera esistenza: la VITA.

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