| Halloween: la notte della paura
È ormai acclarato che Halloween ha preso piede anche presso noi giovani agrigentini: la notte del 31 ottobre saremo tutti lì, travestiti quasi come fosse carnevale a dire la famosa frase: “Dolcetto o scherzetto?”, e a farci criticare dagli anziani che sosterranno che “ai loro tempi certe cose proprio non esistevano…” e che “dobbiamo sbrigarci perché devono prendere la pillola per la pressione”…ma è ancora peggio quando, volendo seguire la tradizione inglese, chiediamo “Trick or treat?” e l’altro alla porta ci guarda allibito come se avessimo detto la parola magica per evocare le anime dall’aldilà.
Ma come fare per dare una lezione a quegli sprovveduti che non conoscono nemmeno il significato della parola “divertimento”? Noi lo sappiamo… e allora giù con uova marce, carta igienica a mucchi, coriandoli o, ancora meglio, un bello spavento!
Ma il vero divertimento arriva quando, al buio e abbracciati l’uno all’altro, vediamo un raccapricciante film horror o, circondati dall’atmosfera tenebrosa creata dalle zucche luminose e dalle ombre dei festoni, ci raccontiamo storie incredibilmente terrorizzanti e, a quel punto, ogni minimo rumore, scricchiolio o fruscio diventa una promessa di morte… e non parliamo di quando per un soffio di vento la finestra si spalanca e un urlo spezza il silenzio, è il caso di dirlo, di tomba?
Ma perché noi facciamo tutto questo? Cosa c’entra la festa di Halloween con noi? Sono domande a cui nessuno ha mai cercato di rispondere, forse perché potremmo privarci di un nuovo divertimento, forse per non rovinare l’emozione di noi ragazzi.
In realtà noi siamo legati alla “festa dei morti” un’occasione per potere in qualche modo avere i nostri cari defunti ancora con noi.
Ma questa, è tutta un’altra storia.
Cosa ci fate allora ancora lì? Su, andiamo, c’è una festa che ci aspetta!
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