Dorian Gray recensione del film
Il nuovo capolavoro approdato nei cinema italiani dal 27 novembre 2009, diretto dal regista Oliver Parker, ha conquistato il pubblico delle sale cinematografiche in tutto il mondo.
Merito anche del cast: Ben Barnes, l’attore che ha catturato il cuore delle ragazze nel 2008 con il ruolo del tenebroso principe Caspian (Le cronache di Narnia: il Principe Caspian), Fiona Shaw, in Italia poco conosciuta per nome, ma ricordata da tutti come zia Petunia, la zia Babbana di Harry Potter, e Colin Firth, celebre per le sue interpretazioni in altrettanto celebri film, come “Orgoglio e Pregiudizio”, “Il paziente inglese” e “Mamma mia!”.
Per il regista è già la terza trasposizione cinematografica di opere di Oscar Wilde, dopo “Un marito ideale” e “L’importanza di chiamarsi Ernest” (in cui, peraltro, ha recitato anche Colin Firth). La storia è tratta da “Il ritratto di Dorian Gray”, una delle storie più conosciute, se non la più famosa, scritta da Oscar Wilde; la trama è semplice: il giovane Dorian Gray (Ben Barnes), un ragazzo di bell’aspetto, ma molto ingenuo, giunge nella Londra vittoriana, perché ha ereditato una fortuna dalla morte dello zio. Egli è un orfanello, il cui padre era già morto prima della sua nascita, mentre la madre morì dandolo alla luce. Viene preso sotto l’ala protettrice di Lord Henry Wotton (Colin Firth), che lo instrada ad una vita di dissolutezza e depravazione. Nel frattempo il pittore omosessuale Basil Hallward (Ben Chaplin), completa il ritratto del giovane. Vedendo il dipinto, Lord Henry dichiara, davanti a Dorian stesso, che quel ritratto è assai migliore dell’originale, poiché esso non invecchierà, mentre il vero Dorian sì. Stuzzicandolo, chiede al giovane se egli fosse disposto a vendere l’anima al diavolo per restare per sempre giovane e affascinante; Dorian, prendendolo sul serio, risponde di sì, esprimendo il desiderio di rimanere giovane per l’eternità. A partire da questo momento, il dipinto invecchia al posto del vero Dorian. Il continuo della storia è un susseguirsi di azione e colpi di scena, descrivendo un racconto avvincente e coinvolgente.
Poco adatto, però, a persone facilmente impressionabili o a coloro che, appassionati del libro, si recano al cinema convinti di trovare una fedele riproduzione della storia originale: spiacente di deludervi, ma il film è molto diverso dal vero racconto. Se volete però godervi un film appassionante, vale la pena di vedere “Dorian Gray”.
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