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25 marzo 2018   
"I GIOVANI E LA MEMORIA": Lia Levi incontra gli studenti aversani
di CLASSI 2^ B e 2^ C

Il giorno 20 febbraio 2018, in occasione della giornata della Memoria si è tenuto, presso il cineteatro Metropolitan di Aversa, l’incontro con l’autrice Lia Levi, scrittrice di numerosi romanzi, tra cui “Una bambina e basta” (Edizioni e/o,1994), vincitore del premio “Elsa Morante-Opera Prima”. L’evento culturale “I giovani e la memoria”, organizzato dalla Libreria “Libriotheca”, con il patrocinio del comune di Aversa, ha visto partecipi tutte le scuole superiori del territorio aversano (anche il nostro Istituto, rappresentato dalle classi 2^ B e 2^ C e dalle professoresse Anna Denito, Stefania Di Mauro, Anna Michela Salzillo), la diocesi, la comunità ebraica di Napoli e le associazioni del territorio. Presenti alla manifestazione erano anche Don Giuseppe Esposito, responsabile del dialogo interreligioso della diocesi di Aversa, e Sandro Temin, responsabile della comunità ebraica di Napoli.
Scopo dell’iniziativa era quello di incontrare ed intervistare Lia Levi testimone in prima persona della Shoah, conosciuta dai ragazzi grazie alla lettura scolastica del suo romanzo più noto “Una bambina e basta”. Romanzo autobiografico ispirato alla sua infanzia, Lia, all’epoca solo bambina, si rende conto che il mondo intorno a lei inizia a cambiare, ed è proprio in quel periodo ed in quelle circostanze che avviene la sua formazione: “un mondo limitato, in cui non si potevano fare tante cose ma si poteva vedere ciò che accadeva intorno”. Il romanzo riesce a trattare in maniera semplice e chiara un tema tanto delicato quale quello dello sterminio degli ebrei, ed è questo forse il motivo principale per cui ha avuto tanto successo in ambito scolastico.
Alla domanda del perché abbia aspettato circa cinquant’anni prima di scrivere la sua storia la scrittrice ha risposto che - facendo essa stessa parte di quella categoria che Primo Levi ha definito degli “scampati”, ben distante dalla categoria dei “sopravvissuti”, ovvero di quei pochi che sono riusciti a salvarsi dai campi di concentramento - le sembrava quasi una mancanza di rispetto, verso quella che era stata la vera tragedia e verso le vere vittime, raccontare la sua esperienza; solo nel ’94 ormai sessantenne riesce a dare voce a questa storia tenuta dentro troppo a lungo e che le permetterà, poi, di dedicarsi alla sua grande passione: la scrittura.
Il nostro istituto ha chiesto all’autrice di spiegare il messaggio delle parole pronunciate dalla madre al termine del romanzo, tramite le quali si congeda dai lettori: “Non sei una bambina ebrea, sei una bambina e basta!”. Lia Levi ci ha spiegato che un libro si scrive per voglia di esprimersi e non per lasciare un messaggio,e che seppure, al termine dello stesso, scaturirà un messaggio sarà solo attraverso il racconto dei fatti. Cita anche Proust “un romanzo che contiene un messaggio equivale a fare un regalo e lasciargli attaccato il cartellino del prezzo”. La frase con la quale si congeda dai lettori è certamente una frase simbolo, un riferimento vero a quella che è stata la sua esperienza, una frase che ci aiuta a riflettere sul fatto che ognuno di noi è semplicemente un cittadino italiano, tutto il resto è privacy.
Il dibattito è stato accompagnato da elaborati sia grafici che coreografici realizzati dagli alunni delle scuole partecipanti.
Per la visione del video realizzato dagli alunni dell’ITE “A. Gallo” si rimanda ai seguenti link: https://youtu.be/FuPe48KOiL4https://www.youtube.com/watch?v=f9W_zR_b2kUù

CLASSI 2^ B e 2^ C

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