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19 aprile 2018   
“SPORT FAIR PLAY & LEGALITA’”: A SCUOLA DI VITA!
di  SALVATORE GAUDINO, MARTINA MAURIELLO, IVANA PISANO

Il giorno 6 Aprile L’I.T.E. “A. Gallo” ha organizzato, in collaborazione con la ROMEO NORMANNA Aversa Academy, il convegno “SPORT FAIR PLAY & LEGALITA’”, avendo come ospiti due giocatori dell’omonima squadra, Lorenzo Bonetti e Peppe D’Auge, e Luigi Leonardi un noto imprenditore.
La Romeo Normanna nasce nel giugno 2016, da una serie di professionisti , ex giocatori di pallavolo, il suo nome deriva dell’impresa di uno dei maggiori finanziatori: Romeo-gestione. Il loro obbiettivo è quello di creare il più grande settore giovanile della pallavolo del Sud Italia se non di tutto il territorio italiano.
La “SCUGNIZZERIA” è il fiore all’occhiello della Romeo Normanna: un settore giovanile senza costi per gli atleti che permette a tutti di accedere alla pallavolo.
Inizialmente a parlare è stato colui che si interessa del marketing della squadra spiegandone l’origine e i progressi : la squadra attualmente milita in serie B e deve superare i play-off per approdare in serie A2.
Ci hanno parlato del fair-play, che è il rispetto alla base di ogni sport, rispetto per i compagni di squadra e per il pubblico. Il fair-play non deve essere un ideale da seguire solo nello sport, ma da attuare anche nella vita, soprattutto per se stessi. Il 5 maggio si terrà la ”Giornata mondiale del fair-play” che coinvolgerà tutte le scuole dell’agro aversano.
Dopo questa breve introduzione la parola passa a Lorenzo Bonetti, che ci ha raccontato l’evento più importante della sua vita: “Io ho una storia un po’ particolare da raccontare, giocavo a calcio, in un settore giovanile importante, l’Atalanta. Ma il calcio non mi regalava più alcune emozioni di cui avevo bisogno per continuare uno sport, e quindi ho scelto la pallavolo.” Lo schiacciatore continua poi dicendo : “ Nel 2012, proprio nel centro della mia carriera, mi è stato diagnosticato un tumore al sistema linfatico. All’inizio mi pareva che il mondo mi fosse crollato addosso, ma l’unica domanda che ponevo costantemente ai medici era in quanto tempo sarei potuto tornare a giocare, perché il mio unico pensiero era rivolto alla pallavolo. Il mio obbiettivo sentivo di raggiungerlo a poco a poco e avevo l’affetto e il conforto di tutti i miei amici e della mia famiglia, e tutto questo mi ha aiutato tantissimo. Mi è stata data la possibilità di scrivere un libro il cui ricavato sarà dato alla Fondazione Veronesi, per dare speranza e forza a tutti, perché se ce l’ho fatta io possono farcela tutti. Il consiglio che posso darvi è: ponetevi sempre degli obbiettivi e cercate di raggiungerli.”
Dopo un forte applauso il microfono passa a Luigi Leonardi testimonial del progetto “Scugnizzeria”. Il noto imprenditore vive sotto scorta da 2 anni, perché si è opposto alla camorra. Tutto iniziò sin da piccolo, dove ha vissuto atti di violenza domestica da parte del padre, soprattutto verso la madre. Ci racconta di un episodio che ha segnato particolarmente la sua infanzia: in un Natale di svariati anni fa, il padre colpì con una pentola sua madre e lei svenne; lui domandava frequentemente alla madre il perché non denunciasse il marito, e lei si giustificava dicendo che in questo modo voleva proteggere i suoi figli.
Tutto iniziò il 1997 quando, con un finanziamento dalla banca, costituì la sua prima azienda a Melito. In un anno aveva fatturato 6 milioni di euro. E con un lavoro stabile e prosperoso potè cacciare il padre di casa e mantenere economicamente l’intera famiglia. Una sera, dopo aver chiuso uno dei suoi negozi, venne inseguito da tre individui, che gli tagliarono la strada, facendolo finire in ospedale con gravi lesioni. Questi si presentarono a casa della mamma e dei fratelli, minacciandoli di morte se avessero denunciato l’accaduto.
Nel 2008 venne sequestrato da Peppe de Gennaro che lo tenne chiuso in un bagno dalle 9:30 di mattina sino alle 3:30 di notte, ordinando a due suoi ragazzi di controllare che non uscisse, con l’ordine di sparargli in caso contrario. Tornò a casa a piedi completamente sconvolto dopo aver percorso 7 chilometri a piedi, parlò con la sua famiglia e dopo l’ennesima richiesta di estorsione, annunciò che avrebbe denunciato tutti. La famiglia non appoggiò la sua decisone, minacciandolo di troncare i rapporti qualora avesse denunciato. Ora sono 8 anni che non hanno più rapporti, ma in compenso dopo due maxi- processi ha fatto arrestare 81 persone, tra cui alcuni affiliati al clan dei Mallardo, Di Lauro, Russo e Scissionisti, con un totale di 790 anni di carcere.
Cosa dire di testimonianze così coraggiose? Riprendere semplicemente le parole di Nelson Mandela utilizzate dagli organizzatori per introdurre questo interessantissimo incontro:

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c'era solo disperazione. È più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione”. (Nelson Mandela)


SALVATORE GAUDINO
MARTINA MAURIELLO
IVANA PISANO

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