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16 marzo 2017   
Dal museo per voi: ancora grazie a Galilei
di Davide Camoirano e Andrea Peirone

Nel precedente articolo abbiamo accennato ad una sorpresa che avrebbe allietato qualsiasi lettore. La fortuna è stata benevola e ci ha permesso di collegare fisica e attualità, grazie alla recente scoperta di un nuovo sistema solare formato da sette pianeti che ruotano attorno a Trappist-1, una stella nana ultrafredda dieci volte più piccola della nana gialla intorno alla quale orbita la Terra. Il suddetto è situato a 39 anni luce di distanza dal nostro sistema, nella costellazione dell’Acquario e la sua individuazione è particolarmente significativa dal momento che i tre pianeti meno distanti dalla stella, il cui nome deriva dall’ acronimo del telescopio con cui è stata avvistata, TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope, sembrano presentare condizioni abitabili. Coloro che fossero maggiormente interessati possono consultare il sito dedicato interamente a questo argomento, di cui vi lasciamo il link a fine articolo.
Questo evento ci permette di ricordare gli studi portati avanti da uno dei più importanti precursori in campo astronomico, ovvero lo scienziato pisano Galileo Galilei, che nel 1609 riscoprì e perfezionò il cannocchiale inventato dagli Olandesi l’anno precedente. Egli, però, fu il primo a puntarlo verso il cielo, confermando la teoria copernicana sull’eliocentrismo contrapposta alla concezione tolemaica. Servendosi di questo strumento poté effettuare numerose scoperte, presentate all'inizio del 1610 alla comunità scientifica internazionale con il suo trattato di astronomia “Sidereus Nuncius”, tra le quali citiamo quella di montagne e crateri lunari, della formazione a carattere stellare della Via Lattea e delle nebulose e soprattutto la scoperta di satelliti orbitanti intorno a Giove.
Il cannocchiale da lui concepito, poi denominato galileiano, di cui possediamo un modello di elevato pregio nel nostro Museo (vedi foto), è composto da due lenti, di cui quella obbiettiva è convergente, ovvero convessa, e quella oculare è divergente, quindi concava. La successione dei tre elementi può essere schematizzata in occhio - lente oculare – lente obbiettiva. L’immagine d’un oggetto lontano viene ingrandita secondo il rapporto delle lunghezze focali delle lenti, eretta, perché l’immagine capovolta prodotta dalla lente convergente viene di nuovo capovolta dalla lente divergente, e virtuale, in quanto essa cade dal lato della lente oculare opposto a quello dove si pone l’occhio. L’immagine è perciò percepibile solo in virtù del fatto che l’osservatore possiede un occhio da appoggiare all’oculare. Il cristallino dell’occhio, che è a tutti gli effetti una terza lente, completa il sistema ottico del cannocchiale.
Da questo modello la scienza ha compiuto grandi passi avanti nell’osservazione astronomica, con l’introduzione di strumenti come il telescopio che hanno reso possibile la scoperta di Trappist-1 e del sistema a lei connesso.
http://www.trappist.one/

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