ALBOSCUOLE   ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI GIORNALISMO SCOLASTICO
TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Articolo ventuno
Articolo ventuno - il giornale web della scuola Istituto Comprensivo "F. Nullo" di Scanzorosciate (BG) diretto da Adriana Savoca
Scuola Secondaria I° - Dirigente scolastico: Prof. Luigi Airoldi - www.alboscuole.it/174982 - lettori 211.171

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21 marzo 2018   
I ricordi di Marta
di Sangiovanni Claudia 1G Secondaria Pedrengo


Da piccola vivevo in Toscana nella casa di Firenze in cui vivo ancora.
La mia abitazione si trovava in un condominio ed era fatta di calce, di mattoni e di cemento. Era molto grande perché era costituita dall'unione di due case. Complessivamente contava di otto stanze: due cucine, due salotti (ma uno usato come sala da pranzo), due bagni, tre camere da letto e uno studio.
Le stanze erano ampie e arredate con mobili, armadi e arricchite con quadri e tende e tutte riscaldate con stufe elettriche che, insieme a frigorifero, forno e lavatrice, costituivano gli elettrodomestici di casa.
I miei genitori disponevano anche del telefono che, tuttavia, non usavano quasi mai perché ne avevano solo uno. I telefoni erano di forma strana: al centro c’era una rotellina e dentro la rotellina, che si doveva girare per formare un numero di telefono, c’erano i numeri.
I miei genitori avevano anche una radio che era molto grande ma funzionava poco.
Esistevano anche le televisioni in bianco e nero ma io ho avuto il televisore dopo un bel po’ di tempo che era stato inventato.
Quando ci serviva l’acqua, la prendevamo dai rubinetti; quando faceva caldo soprattutto in estate la mettevamo in frigorifero così rimaneva fresca.
Facevamo uso anche di acqua minerale che si poteva produrre in casa con l'aggiunta di una polverina che si chiamava "Idrolitina".
Nel mio bagno avevamo la vasca che riempivamo con acqua riscaldata da un boiler elettrico.
I piatti si lavavano a mano con un detersivo in polvere e si sciacquavano con l’acqua corrente, invece in panni si lavavano con la lavatrice e anche in essa aggiungevamo sapone in polvere.
Le lavatrici a quei tempi avevano l’estremità in alto scoperta e per strizzare i panni c’era una macchinetta a parte dotata di due rotelle che si dovevano girare quando si introducevano i panni.

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