ALBOSCUOLE   ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI GIORNALISMO SCOLASTICO
TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Articolo ventuno
Articolo ventuno - il giornale web della scuola Istituto Comprensivo "F. Nullo" di Scanzorosciate (BG) diretto da Adriana Savoca
Scuola Secondaria I° - Dirigente scolastico: Prof. Luigi Airoldi - www.alboscuole.it/174982 - lettori 211.157

Premi Nazionali: 2012 2013 2014
prima pagina archivio articoli redazione
21 marzo 2018   
Nonno Alessandro mi racconta la sua infanzia
di  Cristian Gambirasio 1E Secondaria di Pedrengo


Mi chiamo Alessandro,sono nato a Bergamo il 13 Giugno 1939, Io non ho mai conosciuto mio padre morto prima ancora che io nascessi.
La mia famiglia, originariamente, era composta da sette persone: io, che pur essendo il figlio più piccolo, sono diventato il capofamiglia, essendo l’unico maschio rimasto, mia madre, le mie quattro sorelle e mio padre che ormai non c’era più.
Tra noi eravamo molto affiatati e poiché eravamo poveri, tutti noi figli, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, decidemmo di comune accordo, di rinunciare agli studi per andare a lavorare e provvedere al sostentamento della nostra famiglia.
In casa la persona più importante per noi era nostra madre che cercava di non farci mancare mai nulla nonostante le innumerevoli difficoltà economiche; mia sorella maggiore la affiancava sia nello stabilire quali fossero le spese da sostenere mensilmente che nel curare i rapporti con gli altri parenti.
Poche erano le regole da rispettare e i compiti che tutti dovevamo assolvere senza mai metterli in discussione: nessuno di noi poteva rifiutarsi di andare a fare la spesa o aiutare gli altri fratelli a tenere pulita la casa; non dovevamo mai spendere quelle poche monetine che avevamo in tasca per cose futili, mai rifiutare il nostro aiuto ad una zia che, dalla morte di nostro padre. contribuiva anche economicamente al nostro sostentamento.
Ricordo che lei aveva un piccolo orticello che ogni tanto doveva essere zappato e degli animali che andavano necessariamente accuditi.
Sia io che le mie sorelle ci siamo sposati all’età di venticinque anni ma non ci siamo trasferiti; siamo rimasti vicino alla famiglia natale per continuare ad aiutare sia la mamma che la zia. Nel mio paese non sono mai esistiti matrimoni “combinati” come invece accadeva in tante altre parti ma la gente del mio paese gridava subito allo scandalo quando una coppia si separava.
Ancora adesso vivo nella casa dove ho sempre vissuto con i miei due figli e con mia moglie morta quattro anni fa.
La mia vita, da quando sono rimasto solo è cambiata: ogni giorno trascorro il pomeriggio con i miei due nipoti; insieme pranziamo, e la loro compagnia contribuisce a rendermi più sereno, a sentire meno la mancanza della mia adorata moglie.


visite articolo: 2.110

 

<<< torna indietro