ALBOSCUOLE   ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI GIORNALISMO SCOLASTICO
TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Articolo ventuno
Articolo ventuno - il giornale web della scuola Istituto Comprensivo "F. Nullo" di Scanzorosciate (BG) diretto da Adriana Savoca
Scuola Secondaria I° - Dirigente scolastico: Prof. Luigi Airoldi - www.alboscuole.it/174982 - lettori 211.182

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09 aprile 2018   
La scuola della Signora Giuseppina
di  Arianna Tunisino 1E Secondaria Pedrengo



Ho frequentato la scuola fino all’età di 12 anni in un paesino in provincia di Catanzaro di nome Petrizzi.
Rispetto a tanti miei coetanei che non hanno potuto studiare perché impegnati ad aiutare le famiglie nel lavoro in campagna, io a scuola ci sono andata e sono contenta di aver avuto la possibilità di imparare a leggere e a scrivere e di conoscere il mio insegnante. Egli è riuscito a trasmettermi l’amore per lo studio e mi ha fornito i primi rudimenti per acquisire sempre nuove conoscenze. Ancora oggi, quando ripenso alla mia infanzia, mi ricordo di quell’uomo che ci ha amato come figli.
All’interno della scuola c’era la mensa dove potevano pranzare solo gli alunni appartenenti a famiglie che versavano in condizioni particolarmente precarie; solitamente, quando rimaneva un posto libero, a turno, tutti potevano usufruirne; una volta è capitato anche a me di poter mangiare con i miei compagni!
Le classi erano miste; la mia era composta da dieci femmine e dodici maschi; tra noi eravamo molto affiatati e ancora oggi, nonostante sia passato oltre mezzo secolo, ricordo ancora tutti i loro nomi e cognomi!
L’istituto era situato al centro del paese ed io lo raggiungevo a piedi non solo perché esso era poco distante dalla mia abitazione ma anche perché a quell’epoca pochi potevano permettersi di usufruire di mezzi propri.
La scuola non aveva il riscaldamento, ma nessuno di noi soffriva il freddo visto gli inverni particolarmente miti.
La mia aula era piccola ma accogliente; su una parete era appeso un piccolo crocifisso di legno e vicino alla stessa era posizionata la cattedra dell’insegnante; un po’ più in là, una grande lavagna nera di ardesia con la cornice di legno e i piedistalli. I banchi erano di legno con il piano di lavoro inclinato; potevano ospitare 3 alunni ed in ogni postazione c’era un foro dove veniva inserito il cosiddetto “calamaio” quotidianamente riboccato di inchiostro nero in cui si intingeva l’apposito pennino col manico di legno per scrivere sui quaderni. Fortunatamente col tempo il pennino è stato sostituito dalle biro…
L’insegnamento delle materie scolastiche era svolto da un unico insegnante. Non ricordo se vi erano bidelli ,anche perché all’interno dell’Istituto non c’erano i servizi igienici: quando si aveva l’impellente necessità di andare ai servizi, il maestro ci dava il permesso di recarci a casa e poi rientravamo a scuola.
Tutti gli alunni, maschi e femmine, avevano l’obbligo di indossare la divisa: un grembiule nero con colletto bianco; i maschi si distinguevano dalle femmine dal colore del fiocco: azzurro per loro e rosa per le ragazze
Ricordo che ogni alunno aveva in dotazione un unico testo scolastico che veniva portato a scuola sottobraccio.
La mia materia preferita era l’Italiano; in questa disciplina ho sempre conseguito buoni risultati e ottimi voti.
Anche ai miei tempi si usavano i compiti di punizione che consistevano nell’imparare a memoria una poesia.
Le nostre uscite didattiche si svolgevano negli ambienti limitrofi e cioè nelle nostre bellissime campagne sempre piene di sole


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