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Istrana Reporter

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Premi Nazionali: 2013
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11 aprile 2013   
PROMOZIONE ALLA LETTURA
di Thomas Pestrin cl.3B

UNA LEZIONE SPECIALE
Telefonata tra nonna e nipote
N:”Pronto!”
IO:”Ciao nonna!Sono Thomas!”
N:”Ciao Thomas!”
IO:”Come stai nonna?”
N:”Benon!E ti?”
IO:”Bene,bene,grazie.”
N:”Cosa ghetu fatto un quò a scuola?”
IO:”Oggi a scuola è venuto il professore Rao, un attore esperto di tecniche espressive , che ha svolto una lezione in Aula Magna per noi e per i ragazzi di un’ altra 3^; questa spiegazione riguardava la lettura espressiva di ...”
N:”Cosa ghetu dito?Cossa sea stà letura espresiva?”
IO:”Adesso ti spiego; questo insegnante ci ha letto dei testi letterari- come “Il cinque Maggio” di Alessandro Manzoni, diverse poesie di Ungaretti e un testo di Elsa Morante intitolato “Le Ali di Blitz”- con grande espressività e cioè impostando la voce,graduando il tono, misurando le pause,articolando i suoni e gesticolando; quando c’era qualche passaggio importante,si fermava , ci spiegava , commentava con le sue parole, portando anche degli esempi. Nella vicenda di “Le Ali di Blitz” che si svolge durante il bombardamento di Roma nella seconda guerra mondiale, per rendere più realistico il momento raccontato, il professore ha riprodotto con la voce i rumori degli aerei in avvicinamento e lo scoppio delle bombe che cadevano al suolo,sugli edifici. In questo testo il protagonista è Useppe, un bambino di tre anni, disperato perchè ha perso il suo cane, Blitz, morto fra le macerie dei palazzi; un’ anziana signora allora gli racconta che in realtà Blitz non è morto, ma ha le ali, ed è in cielo che sta volando con tutti gli altri animali morti , insomma “ ha fatto carriera”; in questo modo Useppe si tranquillizza . Il professore anche solo con l’espressione del viso è riuscito a farci capire i sentimenti provati da quel bambino...E’ stato veramente bravo a impersonare Useppe...”.
N: Ah,Thomas! Quei sì che i iera tempi brutti! Se ghe fosse me pare!Lu si chel te contarae de come se stava in guera,coe bombe,se pativa a fame.Ghe se stata tanta sente dai nostri paesi che i se ‘ndati in guera in Russia;mi me ricordo poco,perchè iero cea ,ma me pare e me sio Toni quando che i se tornai,i se ‘ndati fora de testa,e prova a pensar apunto par un puteo...”
IO:”Ha detto poi che in quei momenti tragici non si avverte la reale durata del pericolo, perchè il tempo sembra non passare...”
N:”E se vero,el ga rason.Mi son contenta de no aver vissuo quee esperiense,perchè quei no i se ricordi bei, e se robe da cancear .Me poro pare,tornà daa guera,el vardava sempre par alto,e nuvoe, e co ghe iera el sol, el disea:”Varda che bel sol ! Altro che quando che iero in Russia, e che vedeo soeo che polvere,nuvoe de fumo nero!”
IO:”Anche il professore si è soffermato sulla descrizione del cielo…!
N:”Dime, Thomas, te se piasuo?”
IO:”Sì,tanto,perchè è stato interessante e credo che leggere in quel modo non sia da tutti.”
N:”Me son desmentegada de domandarte: ma perchè gavì fatto stà letura...come sè che te a ciami?”
IO:”Lettura espressiva.”
N:”Sì,sì,a letura espressiva?”
IO:”Per imparare a leggere meglio, più chiaramente e lentamente, scandendo bene le parole con più efficacia perchè , a fine anno, sai nonna, allestiremo un piccolo spettacolo in cui reciteremo alcune poesie studiate in classe ,e questa lezione ci è proprio utile!.”
N:”Va ben,Thomas.Se e sie e mesa e go da ‘ndar a pareciar a sena.Se vedemo domenega.Ciao!”
IO:”Ciao nonna!”

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