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26 marzo 2013   
INTERVISTA IMPOSSIBILE TRA LEOPARDI E MANZONI
di GIULIANO TRONCON, cl.3B

Milano, 6 Luglio 1825

“ Sono in ritardo, sono in ritardo!”
“Cosa avete signor Leopardi, per cosa siete in ritardo?”
“Oh, matrigna Natura perché mi hai fatto alzare dal letto così tardi?! Cocchiere! Portatemi subito dal conte Manzoni.” ,“Immediatamente, ma… perché avete codesta fretta?” “Alessandro… mi ha concesso l’ intervista!”.
Qualche minuto dopo .
“Siamo arrivati signore”. Ehm, però, guarda che bella dimora ha il conte Manzoni.” “Eccomi qua, uff, non pensavo ci fossero così tante scale.”
Toc - Toc “Chi è?”
“Sono Leopardi ,il conte Giacomo .”
“Prego,signor conte, l’annuncerò subitamente.”
“Oh conte Giacomo…entrate, entrate nella mia umile dimora.”
“Scusate il mio ritardo.”
“State tranquillo, caro amico, vogliamo procedere con l’ intervista?”
“Sono qui, appositamente!Cominciamo. Parlatemi un po’ della vostra vita.”
“Allora vediamo … Nacqui a Milano nel 1785 dal conte Pietro Manzoni , mio padre , e da mia madre, Giulia Beccaria”.
“Perdonate l’interruzione, ma vostra madre non è per caso la figlia di quel Cesare Beccaria, autore del trattato Dei Delitti e delle pene?
“Esatto. Mia madre fu,come si può ben immaginare, una donna libertina, così quando avevo sei anni se ne andò, per amore, a Parigi ; mio padre, dato che non sapeva prendersi cura di me, mi mandò a vivere in vari collegi religiosi; solo all’età di vent’ anni, nel 1805, andai a Parigi e rimasi lì con mia madre fino al 1810.” “Perbacco. Voi sì che avete fatto un lungo viaggio e conosciuto il mondo; io invece son dovuto rimanere a Recanati finché non sono scappato per venire qui a Milano a respirare nuova aria,anche se per breve tempo e rimanervi deluso.”
“Gradite del tè signor Leopardi ?” “Sì,grazie … ma voi chi siete buona signora?” “ Ma come,il mio signor marito non vi ha parlato di me?”
“No,cara, ma lo stavo giusto per fare.Conte Manzoni, questa è mia moglie, Enrichetta Blondel. La incontrai a Milano, durante un breve soggiorno, nel 1808 e ci sposammo, anche se lei era di religione calvinista. Sempre in quell’anno, a Parigi, accadde uno strano episodio….durante una grandissima manifestazione non riuscii più a trovare Enrichetta: ci eravamo persi tra la folla che si era li radunata , poi, ricordo la ritrovai nei pressi di una chiesa lì vicino. Enrichetta era donna di profonda devozione e dopo la sua conversione al cattolicesimo cominciai a meditare su questo episodio che interpretai come un segno della Divina Provvidenza nella vita umana. So che voi,conte Leopardi, avete maturato un pensiero piuttosto pessimista sulla vita.”
“Sì,e da quando la mia adorata Silvia, a cui ho dedicato anche una canzone, se ne è andata,ne sono ancor più certo.”
“Io ho elaborato una convinzione del tutto diversa dalla vostra: voi dite che la Natura è matrigna, che riempie l’uomo di speranze e poi le distrugge invece per me Dio è colui che guida la storia degli uomini secondo una logica che sfugge alla nostra comprensione, ma in cui anche i dolori, le sofferenze hanno un loro senso, una ragione.”
“Il tè è servito. Ecco a voi signor Leopardi”
“Vi ringrazio”
“Ecco, a te, caro”
“Ah, scotta, scotta oh matrigna Natura perché fai diventare il buon tè così bollente? Beh, meglio continuare con l’ intervista; cosa vorrebbe fare in futuro?”
“Voi sapete che circolano visioni nuove sulla nostra Italia?” “Certamente”
“Io credo nei valori dell’ indipendenza e dell’ unità perciò, quando l’ Italia sarà del tutto unificata, vorrei diventare senatore e sedere nel parlamento italiano, dove darei il mio contributo.”
“Puntate verso qualcosa di molto prestigioso adunque!”
“Esatto.”
“Avete già scritto qualche riga su questi vostri ideali?”
“Gli Inni Sacri: cinque composizioni politiche per celebrare le feste più importanti della Chiesa cattolica fondamento etico della nostra società e due liriche politiche,le odi Marzo 1821 in onore dei moti rivoluzionari avvenuti in Piemonte e qui in Lombardia e Il Cinque Maggio in occasione della morte di Napoleone in cui medito sui fatti umani e sulla presenza divina”
“Perdonatemi, signor Manzoni, ma non sta lavorando anche ad un’ altra opera?”
“Beh, a dire il vero, ci sarebbe un romanzo in cui vorrei esporre nel modo più semplice possibile, le mie idee sulla Divina Provvidenza e sulle questioni sociali, però non ho ancora in mente né titolo, né trama.”
“Guarda caro, oggi la chiesa è gremita di gente”
“Come mai?”
“ Perché oggi, finalmente, si sposeranno Girolamo Facchinetti e Rosa Sartor; sapete, hanno dovuto smuovere mari e monti per riuscire a sposarsi: molti sono stati gli impedimenti..perfino la passione di certuno che si era invaghito di Rosa e pretendeva di tenerla per sé….Poveretta.”
“Perbacco..”
“Cosa avete signor Manzoni?”
“Ho trovato la storia e il titolo perfetto per la mia prossima opera! I Promessi Sposi ”.

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