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pubblicato: mercoledì 28 gennaio 2009 - ore: 19:51   
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Botticelli:un genio dell’Umanesimo

 Sandro Botticelli

Senza dubbio Sandro Botticelli è una delle figure di maggiore spicco per l’Italia Umanista. Le sue opere hanno un valore inestimabile e rappresentano l’orgoglio dell’intera nazione.  Il vero nome di Sandro Botticelli è Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, ed è nato a Firenze il 1 marzo 1445 ed morto, sempre a Firenze, il 17 maggio 1510. E’ uno dei pittori che ha lasciato il segno nella storia dell’arte rinascimentale italiana e non solo.  Ultimo di quattro figli, crebbe in una famiglia modesta, ma non povera, mantenuta dal padre, Mariano di Vanni Filipepi, che faceva il conciatore di pelli e aveva una bottega nel vicino quartiere di Santo Spirito. Il vero e proprio apprendistato avvenne nella bottega di Filippo Lippi dal 1464 al 1467 e a testimonianza di quel periodo ci sono numerose Madonne che rivelano la diretta influenza del maestro sul giovane. La primissima opera che viene attribuita a Botticelli è la Madonna col Bambino e un angelo del 1465 circa dell’Ospedale degli Innocenti. Prima di produrre degli autentici capolavori dell’arte egli ebbe modo di migliorare la sua esperienza con altri dipinti che segnano un passaggio dai suoi esordi all’età matura.

Tra il 1481 e 1482 Botticelli partecipò alla decorazione della Cappella Sistina insieme a Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e ai loro collaboratori.

Nastagio degli Onesti, terzo episodio è un dipinto a tempera su tavola di cm 83 x 138 realizzato nel 1483 dal pittore italiano Sandro Botticelli. È conservato al Museo del Prado di Madrid. Questo quadro, assieme ad altri tre, raffigura la vicenda di Nastagio degli Onesti, fedelmente ripresa dall’ottava novella della quinta giornata del Decamerone di Boccaccio. La serie di Nastagio degli Onesti fu commissionata da Lorenzo il Magnifico per farne dono a Giannozzo Pucci in occasione del suo matrimonio con Lucrezia Bini.

 

 

 

 

particolare della Primavera

La Primavera di Botticelli è un’opera realizzata a tempera su tavola di cm 203x314, di datazione incerta (fra il 1477 ed il 1490), destinata originariamente alla villa di Castello (probabile collocazione iniziale assieme alla La nascita di Venere), ed oggi alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Tutta la critica non può che essere concorde sulla natura allegorica dell’opera impregnata di cultura umanistica e neoplatonica della corte di Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico, nonostante il committente dell’opera fosse l’omonimo Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, che non era in buoni rapporti con il cugino più grande di circa 15 anni e che in passato gli aveva fatto anche da tutore.

 

 

La Adorazione dei Magi è un dipinto ad tempera su tavola di cm 111 x 134 realizzato nel 1475. È conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Fu commissionato da Giovanni di Zanobi del Lama, un banchiere fiorentino, cortigiano della famiglia dei Medici, Gaspare Zanobi del Lama, per la sua cappella funebre in Santa Maria Novella. Si tratta di un’opera molto importante perché introdusse una grande novità a livello formale, ossia la visione frontale della scena, con le figure sacre al centro e gli altri personaggi disposti prospetticamente ai lati; prima di questa infatti, si usava disporre i tre re e tutti gli altri membri del seguito lateralmente, a destra o a sinistra, in modo che i personaggi creassero una sorta di corteo, che ricordava l’annuale cavalcata dei Magi, una rappresentazione sacra che si teneva per le vie fiorentine.

 

 

Il quadro della Nascita di Venere fu creato, come La Primavera e Pallade che doma il centauro, per Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico per adornare la Villa di Castello, nella campagna fiorentina. Rappresenta una delle creazioni più elevate dell’estetica del pittore fiorentino. Si tratta di una tempera su tela di 172x278 cm e si trova nella Galleria degli Uffizi di Firenze e risale al 1483-1485 circa. La dea Venere, nuda su una conchiglia, sorge dalla spuma del mare e viene sospinta e riscaldata dal soffio di Zefiro, il vento fecondatore, abbracciato a Clori, la ninfa che simboleggia la fisicità dell’atto d’amore. Sulle rive di Cipro, l’isola cara a Venere, l’Ora della Primavera, una delle ninfe che presiedono al mutare delle stagioni, porge alla dea un manto ricamato di fiori per proteggerla.

 

 

 

Per le sue grandissime abilità artistiche Botticelli rimane un genio indimenticabile, un maestro del Rinascimento italiano. Vi invitiamo quindi ad ammirare "dal vivo" le sue opere esposte nei maggiori musei di tutta Europa, tra i quali il Prado, il Louvre e la Galleria degli Uffizi.

 Annacarla Angius, Chiara Murru, Francesca Ruggeri  (Articolo pubblicato il 29-09-2008)



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