31/01/2007 - 18.20
NAPOLI PERDUTA?

"Nascere a Napoli è una sfortuna” Come si fa ad essere contrari a questa affermazione? Ormai tutta Italia parla di Napoli, e solo in maniera negativa. In tutti i telegiornali si riportano episodi di violenza e di camorra. C’è gente che parla di una “Napoli perduta”: beh, tanto torto non ha. A volte penso che la situazione a Napoli sia irrimediabile. C’è paura negli occhi della gente, troppa paura. Paura di perdere la vita in pochi attimi, trovarsi improvvisamente coinvolti in una sparatoria, oppure di essere derubati in qualsiasi momento. Per le strade, ormai, non si è più tranquilli. Quanta violenza in giro, ma soprattutto quanta omertà! Se ti stanno derubando, la gente che ti è vicina non ti aiuta, anzi: o rimane indifferente o addirittura si allontana. Ma c’è omertà anche in episodi ben più gravi. A dir la verità anche io sarei omertoso, lo so è da conigli, ma a Napoli chi parla, dopo viene zittito per sempre. A Napoli la vita della gente non ha valore. Purtroppo regna la camorra. Sono convinto che la camorra esista a causa della mancanza di posti di lavoro. Di sicuro, se la gente lavorasse, non avrebbe bisogno di fare “lavori sporchi”. Ma purtroppo sono convinto anche di un’altra cosa, che la camorra ormai non si possa più eliminare. Potremmo dire che la camorra rappresenta tutti gli ideali di Niccolò Machiavelli, un filosofo che sosteneva che per perseguire il proprio utile bisognava essere metà uomo e metà bestia, astuti e crudeli, proprio come i nostri camorristi. Cosa darei per andarmene via da Napoli,via da questa realtà violenta. Sembra di essere tornati alla preistoria,agli uomini primitivi, all’epoca in cui valeva la legge della giungla, la legge del più forte. Sopravvive chi è più spietato, regna chi si nutre di sangue e violenza. Come vorrei far vivere i miei figli in una situazione diversa, migliore, senza la paura di camminare tra le strade, di conoscere altra gente. Inoltre vorrei far respirare ai miei figli un’ aria più pulita rispetto allo “schifo” che si respira a Napoli. Questa città, infatti, è anche devastata dalla spazzatura: ogni quartiere è pieno anzi stracolmo di spazzatura. E’ disgustoso respirare quest’aria malsana. Purtroppo di Napoli non riesco a trovare lati favorevoli.Forse un punto positivo è che una persona, vivendo a Napoli,diventa una persona “sveglia”, capisce molte più cose,capisce di più cosa significa “vivere la vita”. Infondo è grazie alla situazione che c’è a Napoli se cerco di ottenere buoni risultati a scuola, poiché è solo attraverso questo mezzo che posso andarmene via da qui.
Presto tornerà il sereno... In questo periodo non si fa altro che parlare male di Napoli perché stanno accadendo delle cose bruttissime: ci sono stati nove morti in dieci giorni, una macabra conseguenza della faida tra malavitosi e della delinquenza che scorre nelle strade. Napoli è una città dilaniata da queste atrocità, una città ferita ma non morta. Per questo mi oppongo alla sentenza del signor Bocca, che ritengo ingiusta nonché offensiva nei riguardi della gente di questa splendida città. Penso che Napoli non sia una città irrecuperabile, e credo fermamente che nascerci non sia una sfortuna, ma, almeno per me, motivo d’orgoglio. Fa male accendere la televisione e vedere quello che tutta l’Italia, tutto il mondo vede di Napoli; una città dove il valore della vita è pressoché inesistente, perché si uccide per tanti motivi, ma non ci sarà mai un motivo valido per stroncare la vita di un uomo. A Napoli i cittadini devono quotidianamente affrontare i problemi inerenti alla delinquenza ma credo che nessuno sia pentito di essere nato a Napoli, anche se non nascondo la mia preoccupazione per una situazione apparentemente senza sbocchi. E’una situazione complessa questa, che affonda le sue radici in una cultura sbagliata, che implica l’uso della violenza e dell’illegalità per vivere. Secondo me i mass media non aiutano la situazione, ma al contrario la esasperano, in quanto non fanno altro che trarre vantaggio dalle disgrazie altrui solo per far salire gli ascolti, per raccontare una storia cruenta, e mettono in risalto la parte peggiore di Napoli, senza curarsi dell’immagine che danno di essa, ovvero di una città in balia della criminalità e che non ha speranza, cosa assolutamente falsa. Io comunque rimango ottimista, credo che la situazione sia difficile ma non impossibile da affrontare, credo che Napoli non sia del tutto perduta, credo in un possibile cambiamento. Credo nella gente di questa città, spero che quelle persone che commettono crimini facciano appello alla loro coscienza e vivano come la maggior parte delle persone di Napoli, onestamente. Nonostante tutto io amo la mia città e se in questo momento a Napoli piove sangue presto tornerà il sereno.
Il Futuro Siamo Noi Napoli è azzurra: dal colore del mare e del cielo a quello della squadra di calcio che ci fa sognare allo stadio… ma sono anni ormai che la città si è tinta di rosso come le chiazze di sangue sparse qua e là nei quartieri del centro e della periferia e l’unico azzurro ancora vivo è quello dei lampeggianti delle gazzelle della polizia intente a fare un sopralluogo in seguito a un ennesimo agguato della camorra. L’immagine del camorrista è molto cambiata: non è più l’uomo d’onore unito a un’associazione quasi solidale con le classi più povere. Ormai i clan rubano ma lo fanno con capacità imprenditoriali, mai adoperate dai “guappi” dei primi del ‘900. I nuovi camorristi sono commercianti, avvocati, imprenditori, venditori all’ingrosso che investono i loro capitali in attività illegali ma incredibilmente redditizie come il commercio di beni immobili, di abbigliamento griffato. Soprattutto rincorrono l’incredibile guadagno dato dall’appalto dello smaltimento dei rifiuti che sono raccolti da aziende legate ai clan a prezzi irrisori rispetto a quelli di mercato, e vengono poi smaltiti in maniera illegale. La concezione di camorra imprenditoriale nasce nel secondo dopoguerra. Oggi siamo in piena guerra tra i clan che si contendono la periferia campana. Dal 2004 a oggi, per mano della malavita organizzata, sono morte più di 200 persone tra affiliati, boss o individui che niente avevano a che fare con la camorra (ricordiamo ad esempio la giovane Annalisa Durante morta a Forcella, a 14 anni, per mano di un sicario). Ma la camorra non è l’unica causa di morte accidentale oggi a Napoli. Giovani accoltellati perché coinvolti in risse per futili motivi, innamorati adolescenti uccisi da fidanzatini nervosi e gelosi, onesti lavoratori morti per reagire a una rapina, poveri sfortunati che passavano accanto ad un boss e che si sono trovati a dividere con lui il piombo di una Beretta. E mentre tutto questo accade la gente sta a guardare impotente, perché nulla può fare se non stare zitta, ma dentro ogni napoletano c’è una richiesta d’aiuto. Un sondaggio effettuato da “Il Mattino” mostra che l’89% dei partenopei vuole l’esercito a ogni angolo di Napoli. A Natale sui rami del grande “albero dei desideri” posto nella galleria Umberto I i bambini hanno attaccato, come tutti gli anni, bigliettini di auguri e di richieste a Babbo Natale e il desiderio più frequente è stato quello di ricevere una città migliore. Sono appunto i giovani a essere il motore di Napoli, la Napoli vincente, la Napoli onesta. Ma sono anche i giovani a essere impigliati nelle maglie del sistema, infatti il 70% dei “lavoratori” in una società criminale è rappresentato da giovani, perché modellabili, perché succubi e ingenui, abbagliati da quel briciolo di potere mai provato; ragazzini che per strada trasportano droga sotto le magliettine di calcio o 17enni armati messi a ogni angolo di strada, pronti a dare la vita pur di avvertire lo spacciatore dell’arrivo della polizia. Tuttavia, un giovane che riesce ad inserirsi nel mercato del lavoro non ha bisogno di cercare facili guadagni e, quindi, l’intervento più urgente per contrastare la malavita è da fare proprio in campo occupazionale: solo dando lavoro onesto ai cittadini si riducono le possibilità che le persone cedano alla microcriminalità e alla criminalità organizzata. Eppure tanti sono i giovani onesti che studiano e lavorano. Sono proprio questi giovani che possono e devono urlare un forte “NO” a tutto ciò che ro-vina e deteriora la città. Passo dopo passo, lentamente, anche noi possiamo dare il nostro contributo per rendere Napoli di nuovo azzurra e splendente, libera finalmente da questo peso, dal buio della criminalità, libera di poter sognare senza dover pagare alcun prezzo per questo.