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16 aprile 2014   
I PAPUTI DI SARNO...
di Valentina  Graziano

E’ ormai dal 1200 che ogni anno, il giorno del Venerdì Santo, nel piccolo borgo medievale Terravecchia di Sarno, si celebra la Processione delle Croci e dei Paputi. Protagoniste sono le nove confraternite della cittadina, triplicate rispetto al numero originario, confermando in ogni caso, il valore magico sacrale del “tre”, rinviando entrambi alla Sacra Trinità. I Paputi ("paputo" dal latino "pappus", "vecchio") sono incappucciati e portano sulle spalle delle croci lignee, con il loro abbigliamento ricordano il trapasso, l’allontanamento dal peccato e dal male e simboleggiano con il loro cammino l’inizio di una vita rinnovata.
Le cappe che i Confratelli indossano sono bianche, un colore che rinvia alla condizione di "coloro che, pur vedendo, non sono visti" a causa del loro aspetto diafano e trasparente, come se fossero trapassati. Solo i paputi della Confraternita di S. Matteo portano il cappuccio rosso, simbolo di sofferenza, sangue e dolore sottolineando il rapporto contrastante di vita/morte. L’intero percorso è accompagnato da canti religiosi che sottolineano il dramma della morte, condivisa dagli officianti, ma contemporaneamente sono un inno alla rinascita della vita stessa, acclamata dall’intera comunità.

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